10 cose che non sappiamo mai dove buttare via

Riciclare fa bene… ma non sempre è facile capire qual è “il posto giusto per ogni cosa”! Proviamo a fare un po’ di chiarezza, almeno su alcuni prodotti.

Riciclare è importante. Per l’ambiente, per il nostro benessere, per il nostro portafogli.

Nonostante le frequenti campagne d’informazione, ancora ci sono moltissimi dubbi su dove buttare via cosa. Abbiamo scelto alcuni dei materiali che creano più perplessità, in modo da fugarle una volta per tutte.

1. Lampadine

Le lampadine sono tra gli oggetti più difficili da “collocare”. Infatti, non vanno tra i rifiuti indifferenziati a causa della loro natura di rifiuti pericolosi. Contengono infatti un piccolo quantitativo di mercurio.

La presenza di materiali plastici e metallici le rende inoltre inadatte a essere conferite nel vetro.

La risposta? In quanto RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) è necessario riconsegnarle nei punti vendita là dove possibile o presso un centro di raccolta abilitato.

Per esempio, nell’isola ecologica più vicina a te.

Lampade alogene e a incandescenza non possono essere smaltite come RAEE, ma anche in questo caso lo smaltimento passa dall’isola ecologica.

2. Tetra Pak

Il problema, con il Tetra Pak, è che non esiste una regolamentazione nazionale. Secondo alcuni Comuni va nella carta, secondo altri nella plastica.

Scopri se e come viene effettuata la raccolta del Tetra Pak nella tua città e ricordati sempre di sciacquare ogni contenitore e poi di schiacciarlo per diminuirne il volume.

3. Giocattoli e altri oggetti in materiale misto

Che si tratti di rasoi a mano o di macchinine, la risposta è sempre la stessa: Isola ecologica.

Infatti questi oggetti sono composti da più tipi di materiale (plastica, metallo, vetro etc.) e devono essere scomposti per poter arrivare al riciclaggio.

4. Bicchieri e piatti di plastica

Fino a poco tempo fa non era possibile gettarli nella plastica. Un autentico paradosso, visto che si tratta di uno degli usi più frequente di questo materiale. Per fortuna, adesso si può!

3. Bicchieri di vetro

Sembra normale buttare nel vetro un bicchiere di vetro. Ma non è così.

La raccolta del vetro riguarda solamente imballaggi e confezioni. Niente specchi, niente bicchieri, niente tazzine.

Stessa cosa per la ceramica.

Purtroppo si tratta di materiali non riciclabili, quindi il loro posto è nell’indifferenziata.

4. Fazzoletti e tovaglioli

Se sono sporchi, vanno nell’umido, se sono puliti nella carta.

La sporcizia compromette la qualità del riciclaggio e complica molto la vita degli operatori.

Lo stesso ragionamento vale, per esempio, quando si parla di cartoni per la pizza.

5. Scontrini

Un altro paradosso. A oggi, lo scontrino non si butta nella carta.

Questo a causa del tipo particolare di carta usata, non riciclabile.

Sarebbe l’ora di provvedere a questo che ci sembra un autentico paradosso…

6. Deiezioni canine

Nonostante quello che si potrebbe pensare, i “bisogni” di cani e gatti non vanno nell’organico, ma nell’indifferenziato.

7. Peli e capelli

Dove va palla di pelo che perde il vostro gatto ogni estate? E i capelli tagliati dal parrucchiere?

Dipende dal Comune: in alcuni fanno parte dei rifiuti organici, in altri dell’indifferenziato.

Certo, viene da chiedersi, ma non sarebbe meglio omologare le varie normative?

8. Polistirolo

Il posto del polistirolo, dal 2012, è nella plastica. Unica indicazione: pulite bene le confezioni prima di gettarle.

Questa costante “chiamata” alla pulizia ci viene direttamente dai lavoratori degli impianti di riciclaggio: la sporcizia compromette la qualità, rende estremamente sgradevole il lavoro degli addetti e lo rallenta, con costi per tutta la comunità.

9. Bottiglie di plastica

Che vadano nella plastica, dopo essere state ben sciacquate, non ci sono dubbi.

In molti però, tuttora, le chiudono con l’apposito tappo prima di buttarle via.

Si tratta di un errore che ha un peso molto forte sugli operatori del settore.

Infatti, la chiusura del contenitore ha ben due effetti.

Prima di tutto costringe a separare manualmente i materiali (i tappi sono fatti di materiale plastico diverso dalle bottiglie), con conseguente rallentamento del lavoro.

In più, nelle aziende di riciclaggio si verificano continue, sonore e spiacevoli “esplosioni” dovute allo schiacciamento da parte dei macchinari delle bottiglie piene d’aria, in grado di danneggiare gli orecchi degli operatori, che proprio per questo sono costretti a usare le cuffie anti-infortunistica.

10. Confezioni di biscotti

I classici “sacchettoni” dei biscotti di solito sono fatti di un materiale non riciclabile. Nel dubbio, controllate la confezione: se trovate un triangolo che riporta il numero di codice 07, la confezione va nell’indifferenziata.

11. Alluminio

L’alluminio si ricicla sempre. Anche in questo caso, purtroppo, la normativa varia tra i Comuni, ed è necessario informarsi sul regolamente del proprio.

In alcuni casi andrà nel vetro, in altri nella plastica, in altri ancora verrà tenuto a parte.

12. Oli esausti

Uno dei tipi di rifiuti più inquinanti in assoluto e più complessi da riciclare.

Gli oli versati nel lavandino o nel water sono un grave fattore d’inquinamento, data la loro capacità di permeare il suolo e le acque, arrivando in casi estremi fino a contaminare l’acqua potabile se ne raggiunge una falda.

Lo smaltimento è un po’ complicato: va recuperato un contenitore apposito, che si depositerà presso stazioni di servizio, officine di riparazione e lubrificazione e altre aziende autorizzate.

Anche in questo caso è necessario informarsi in Comune o presso l’isola ecologica più vicina per avere le indicazioni giuste per la tua area.

Fonti di riferimento

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