5 consigli per uno smart work efficace

Smart work. Fino a poco tempo fa, prima dell'emergenza, in pochi conoscevano questa parola... ecco qualche consiglio da chi ha lavorato "da remoto" per molti anni!

Smart Work. Fino a poco tempo fa, prima dell’emergenza, in pochi conoscevano questa parola… ecco qualche consiglio da chi ha lavorato “da remoto” per molti anni!

Non per tutti è facile abituarsi a rinunciare ad abitudini consolidate, al tragitto casa-lavoro, al caffè al bar, ai piccoli scambi di chiacchiere con i colleghi. Ma una piccola parte di noi ha avuto modo di abituarsi all’idea ben prima della pandemia… in qualche modo, ci siamo allenati.

Così, ho pensato di offrire qualche sintetico (e un po’ scherzoso) consiglio ai novizi della postazione casalinga, per rendere più piacevole l’adattamento a questo periodo difficile. Benvenuti nel mondo dello smartworking!

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1. Promemoria: siete fortunati

Prima di tutto, per quanto possa sembrarvi innaturale questa modalità, tenete sempre a mente che, in questo momento, chi può lavorare da casa è in una delle posizioni più invidiabili.

Là fuori ci sono migliaia e migliaia di persone che devono continuare a lavorare per assicurare i servizi essenziali, con tutte le difficoltà, le limitazioni e le ansie che questo può portare. Se noi possiamo stare a casa è merito loro.

Senza parlare di tutte le categorie che in questo momento sono ferme, con la paura di restarci chissà quanto… e spesso con pochi risparmi con cui far quadrare i conti.

Penso a interi comparti, come la ristorazione, il turismo, gli eventi, la cultura, la musica, tutto il mondo che gira intorno alle nostre abitudini più sociali, che ora sono ferme. Mondi spesso precari, in grande difficoltà.

Ma non sono i soli: intere categorie soffrono e rischiano. Lo smart work, in questo momento, è un privilegio.

2. Disciplina, ci vuole!

Questo consiglio è rivolto a chi pensa “finalmente a casa!”

Per molti può sembrare una meraviglia, senza più l’occhio vigile del capufficio, poter lavorare con i propri tempi e i propri modi, in casa propria.

Ma dietro a ogni grande potere (per citare l’Uomo Ragno) ci sono grandi responsabilità: basta poco per trovarsi indietro con le scadenze, perdere il ritmo, fare errori, sottovalutare i propri doveri, pensare “lo faccio domani” e rigirarsi nel letto.

Potete trovare la vostra misura ideale, anche considerando le esigenze dell’ufficio. Mantenere gli stessi orari, per comodità, o modularli in modo differente, più vicino ai vostri ritmi naturali. L’importante è avere una regola, e rispettarla.

Lo smart work prevede una grande disciplina, rispettare le scadenze, dimostrare se possibile ancor più impegno.

Anche perché, altrimenti, al ritorno in ufficio qualcuno potrebbe pensare che ve ne siete approfittati… e non è una bella cosa!

3. Isolatevi (sì, ancora di più!)

Questa l’ho rubata a Stephen King, che in “On Writing” parla del suo lavoro da scrittore quando non aveva un dollaro e si ritagliava gli spazi per creare tra le ore di lavoro in lavanderia e i doveri di neo-genitore.

Quando dovete lavorare, isolatevi. Se necessario chiudete la porta a chiave. Se non potete perché gli spazi non lo consentono, fatelo mentalmente, lavorando con le cuffie.

In quelle ore deve essere chiaro a chi vive con voi che siete in ufficio. Non potete andare a fare la spesa, portare fuori il cane, badare ai figli, cucinare né altro. Siete. In. Ufficio.

4. Vestitevi

La decadenza è dietro l’angolo. Strisciare in mutande e pigiama al computer direttamente dal letto è un’abitudine deprimente, deleteria e alquanto orribile da vedersi per chi divide il suo spazio con voi.

Ma, soprattutto, vi porta a un passo dall’abbrutimento, facendovi sentire sciatti e depressi. All’inizio sembra fantastico, ma non lo è. Se vivete da soli, ancora peggio.

Piazzare il computer in mezzo ai piatti sporchi della sera prima senza nemmeno pettinarvi o darvi una bella lavata non vi renderà affatto persone migliori, o più produttive. Anzi.

5. Non esagerate

Questo punto è l’esatto contraltare della regola n.3. Uno dei rischi insiti nello smart work, specie se siete liberi professionisti, è non staccare mai. Entrare in una sorta di loop mentale per cui sei “sempre in ufficio”.

Le ore di lavoro devono essere tali, ma durante le altre… staccate. Dedicatevi ai vostri interessi, alla famiglia, agli hobby, alle videochiamate con gli amici, a film e serie, alla lettura, alla cucina.

L’importante è non continuare a pensare al lavoro, o, ancora peggio, a tornare ossessivamente al computer. Il problema, con il lavoro da casa, è cominciare a perdere i confini tra le varie attività della propria vita.

Anche per questo, per chi può, avere un ambiente separato per l’attività professionale è prezioso: chiusa la porta, si lavora, aperta la porta, il lavoro “esce di casa” e ci si pensa il giorno dopo.

Conclusioni

Quando questa disgrazia sarà passata, molte cose andranno ripensate. Ci sono molti lavori che potrebbero essere pensati “da remoto”, e forse sarebbe anche una buona idea.

I vantaggi dello smart work sono tanti: meno inquinamento, più tempo per la vita privata, maggiore capacità di pensare per risultati anziché per ore passate “sul posto”.

Potrebbe valerne la pena, ma sarà possibile pensarci sul serio solamente se tutti daranno il meglio di loro stessi, sia a livello lavorativo che personale, in questa fase complessa, dimostrando che lavorare da casa (per le professioni che lo permettono) si può, e anche molto bene.

Come sempre, dipende da noi.

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