Pedoni vs. ciclisti, una guerra tra poveri

Al momento di auto, ciclisti e pedoni ce ne sono ben pochi... ma ritorneranno! Nel frattempo, ricordiamo l'importanza dell'empatia in strada, specie tra le categorie più fragili.

Al momento di auto, ciclisti e pedoni ce ne sono ben pochi… ma ritorneranno! Nel frattempo, ricordiamo l’importanza dell’empatia in strada, specie tra le categorie più fragili.

Ciclisti e pedoni, un po’ come i polli di Renzo nei Promessi Sposi, anziché coalizzarsi per sconfiggere il pericolo comune (il traffico a quattro ruote), troppo spesso litigano tra di loro.

Da New York a Milano, da Londra a Parigi, il dato è comune: un abisso di male parole separa le due categorie più fragili della strada.

Il problema principale? L’uso dei marciapiedi o in generale dei percorsi pedonali da parte dei ciclisti.

Comportamento disdicevole, certo, Purtroppo, però, in tantissime città le piste ciclabili – se esistono – sono ingombre da auto parcheggiate… e affrontare la strada può essere un pericolo mortale.

Per questo, forse, anziché insultare i ciclisti, i pedoni potrebbero unirsi in una battaglia comune, per avere più piste ciclabili e più controlli per evitare che vengano usate come parcheggio.

In difesa dei ciclisti

Il problema dei ciclisti sui marciapiedi si risolve solo in una città dove puoi andare ovunque usando una pista ciclabile. Altrimenti, come ha dichiarato un ciclista americano, i ciclisti continueranno a usare il marciapiede perché… non vogliono morire.

La presenza dei ciclisti è benefica anche per i pedoni, visto che diminuisce il traffico a quattro ruote e migliora l’aria che respirano. Un ciclista in più è un’auto in meno, con tutto il suo carico ambientale e di rischio.

Basta guerre tra poveri: ritrovate l’empatia (anche con gli automobilisti: il problema è comune e non si risolve accanendosi contro le persone, bensì mettendosi l’uno nei panni dell’altro… ma di questo abbiamo già parlato in un altro articolo).

In difesa dei pedoni

Del resto, è difficile non dare ragione ai pedoni: uno scontro tra una persona a piedi e un ciclista porta inevitabilmente a gravi conseguenze per il pedone, che non ha corazze a proteggerlo né abbigliamento protettivo come caschi, cavigliere e ginocchiere.

A volte i ciclisti non si rendono conto di essere pericolosi, benché assai più leggeri e lenti di un’automobile.

Quantomeno, le auto non montano sui marciapiedi, luogo in cui istintivamente il pedone si sente al sicuro. Il ciclista, inoltre, è silenzioso, e questo può essere un grave rischio per chi va a piedi.

Qualche consiglio pratico

Ogni ciclista dovrebbe – se proprio costretto ad affrontare un marciapiede – aver cura di andare piano e dare continue segnalazioni acustiche ai pedoni. Evitare gimcane e zig zag. Nel caso, dare anche richiami vocali a eventuali pedoni distratti.

Inoltre, il ciclista deve ricordare sempre che il Codice della Strada vale per lui come per l’automobilista: i semafori rossi e le strisce pedonali vanno rispettati anche dalle due ruote.

Dal canto suo, il pedone dovrebbe evitare di occupare le piste ciclabili e cercare di non distrarsi con smartphone o altro. Anche se il marciapiede è il suo regno, è sempre meglio avere, come si suol dire, le “antenne dritte”!

Condividiamo la strada

Questo è solo un esempio di comportamenti che possono diminuire i rischi: più attenzione da parte di entrambe le categorie e lotta comune per avere più piste ciclabili fruibili e sgombre.

In questo difficile momento, in attesa di un ritorno alla normalità, non è male riflettere un po’, per tornare in strada con una nuova sensibilità, più attenta ai bisogni di tutti.

Per concludere, crediamo che l’invito migliore da rivolgere è quello che si trova scritto sui cartelli stradali in molte città americane: “Share the Road”.
La strada è di tutti, non ci sono buoni e cattivi in assoluto, ma solo comportamenti sbagliati.

Per approfondire, qui e qui un paio di link che ci hanno fatto da fonte e ispirazione per quest’articolo.

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One thought on “Pedoni vs. ciclisti, una guerra tra poveri

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