Idratazione e guida: le cose da sapere

L'idratazione è fondamentale... non solo per gli atleti! Anche in automobile reintegrare i liquidi può salvare la vita.

L’idratazione è fondamentale… non solo per gli atleti! Anche in automobile reintegrare i liquidi può salvare la vita.

Idratazione e guida

Tutti sanno che non si deve guidare dopo aver assunto droghe o alcolici, ma in pochi si rendono conto del rischio di stare al volante senza una corretta idratazione.

Un pericolo concreto, visto che gli effetti sono paragonabili a quelli della guida in stato di ebbrezza!

Uno studio inglese, realizzato dall’European Hydration Institute, ha messo in evidenza (complici le temperature torride di quest’estate) un dato finora poco conosciuto e mai approfondito: un automobilista disidratato ha un comportamento in auto simile a chi guida con un tasso di alcol nel sangue di 0,8% (ricordiamo che il limite in Italia è di 0,5%).

Bere (acqua) salva la vita!

Lo studio ha rilevato che il numero di errori commessi da chi è poco idratato è addirittura il doppio rispetto a chi lo è in modo adeguato. 

Durante il test sono stati infatti verificati casi di sbandamento nella corsia opposta, ritardo nelle frenate, riflessi offuscati, sonnolenza, irritabilità, emicrania. Il tutto anche solo con un grado lieve di disidratazione. 

Secondo questo studio,  inoltre, anche l’aria condizionata contribuisce a disidratare l’organismo (come del resto, supponiamo, il riscaldamento dell’auto d’inverno).

Insomma, l’unica soluzione è assumere la quantità sufficiente di liquidi sia prima che durante il viaggio.

Per questo motivo, è stato stigmatizzato come pericoloso un comportamento tipico dei guidatori durante i viaggi lunghi: bere poco per non dover andare troppo spesso in bagno. 

Due litri al giorno, una sosta ogni due ore

L’Istituto consiglia agli automobilisti di non mettersi in viaggio senza aver bevuto e di programmare una sosta ogni due ore con conseguente assunzione di acqua.

Ma, soprattutto, ricorda che non si deve bere solamente quando si ha sete: quando l’organismo ci comunica questa sensazione, significa che la disidratazione è già in corso.

In alternativa all’acqua, gli esperti consigliano succhi di frutta, latte, bevande analcoliche non gassate, tè. In caso di stanchezza, si possono scegliere bevande che contengono caffeina.

La dose giusta di liquidi è di circa due litri al giorno, che possono aumentare o a cui si possono aggiungere degli integratori in caso di sudorazione particolarmente intensa (questo riguarda in particolare gli sportivi o chi fa lavori di fatica).

Il grado di disidratazione è facile da monitorare: basta controllare il colore dell’urina.

Se è giallo chiaro, tutto ok, ma se è anche solo leggermente più scuro significa che una leggera disidratazione è già in atto, e occorre correre ai ripari.

Acqua e organismo

Siamo fatti per due terzi d’acqua. Disidratarsi significa perdere troppi liquidi senza recuperarli, andando così al di sotto di quel minimo che permette al corpo di funzionare.

Perché senz’acqua il corpo, semplicemente, s’inceppa.

Oltre all’acqua, sudando, perdiamo anche sali. Tra questi il principale è il sodio, ma fondamentali sono anche il potassio e il magnesio.

Tutti questi componenti vanno reintegrati al più presto per non avere gravi conseguenze.

Reazione a catena

In mancanza d’idratazione diminuisce la quantità di sangue. A causa di tale diminuzione, il sangue stesso arriva con più difficoltà al cuore e diventa più povero d’ossigeno.

La mancanza di questo elemento affatica i muscoli, abbassa il livello di lucidità, rende difficile il respiro.

Insomma, una reazione a catena che rischia di metterci rapidamente K.O.

Reintegrare i sali perduti

Portare con te una bevanda contenente i tre sali più importanti, cioè sodio, potassio e magnesio, può essere una buona idea.

Se sei impegnato in una gara o in uno sforzo atletico importante, scegli sempre bevande specifiche per l’integrazione dei sali, dotate di basso livello di zuccheri, e usale non solo prima e dopo ma anche durante la gara.

Sono adatte in particolare alle corse più lunghe, come una maratona, essendo più digeribili.

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Fonte di riferimento

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