Metano self service: il punto della situazione

Da anni si parla di portare anche in Italia, come in buona parte d'Europa, i distributori di Metano e Gpl fai-da-te. A che punto siamo? 

Da anni si parla di portare anche in Italia, come in buona parte d’Europa, i distributori di Metano e Gpl fai-da-te. A che punto siamo?

Nella maggior parte dei paesi europei è normale imbattersi in distributori (anche se di solito un po’ isolati, appena fuori dalle autostrade), in cui il rifornimento di metano e GPL è del tutto fai-da-te, esattamente come la benzina.

Non ho mai capito bene come mai in Italia non sia possibile fare la stessa cosa… il che crea anche vari disagi per chi viaggia.

All’inizio, infatti, per chi viene dall’Italia, questo può essere un bel problema. Si consiglia sempre di fare il primo rifornimento in un orario in cui sia presente un operatore, in modo da farsi spiegare la procedura la prima volta.

Non è affatto difficile, ma può essere poco intuitiva, per chi non ci si è mai trovato… con l’aggiunta un po’ mortificante della faccia spesso velatamente ironica dell’operatore, che chiaramente pensa “italiani incapaci”, quando gli facciamo capire che è la nostra “prima volta”.

Va detto, a vantaggio del nostro paese, che in Italia i distributori che erogano metano sono molti più di qualunque altro paese europeo. Insomma, il problema principale, qui, è il self service.

Ma tant’è, la situazione è ancora in stallo, benché se ne parli da anni.

Le ragioni di un ritardo

La mancanza del metano fai-da-te è particolarmente bizzarra se si pensa che siamo al primo posto in Europa per erogatori di metano nelle stazioni di servizio (1250 punti vendita, almeno all’ultimo dato che ho reperito), benché alquanto disomogenei a livello territoriale, con un ampio gap tra Nord e Sud e un vuoto totale, almeno al momento, in Sardegna.

Peccato che, oltre a non prevedere il self service, siano anche chiusi la sera e solitamente posizionati fuori dalle autostrade: per trovarli è necessario uscire (problema, quest’ultimo, presente anche nel resto d’Europa).

Il motivo di questo ritardo è legato probabilmente a un’idea di servizio e cura maggiore del cliente, più legata al fattore umano e meno pragmatica, che contraddistingue l’Italia.

Ci si aspetta che la benzina venga erogata dall’addetto quando possibile, con tanto di due chiacchiere sul tempo e magari sul calcio?

Forse, ma più probabilmente la vera ragione è legata a una legislazione che finora ha dato la responsabilità di qualunque incidente al proprietario della stazione di servizio.

Il che, data la gravità potenziale di un incidente con metano o GPL, ha reso lettera morta una legislazione che in realtà esiste.

Nel 2014, infatti, con il decreto legislativo di attuazione della direttiva europea 94, si è dato l’obbligo ad allineare l’erogazione di metano self service al resto d’Europa.

In pratica, già dal 2014 è prevista tale modalità, ma non viene realizzata a causa di una serie di ostacoli tecnici legati a responsabilità e sicurezza che pare siano stati superati con la nuova normativa su cui si è lavorato tra il 2017 e l’aprile 2018, coinvolgendo alcuni ministeri (Trasporti e Interno), i Vigili del fuoco e varie associazioni di categoria, tra cui Federmetano.

Il passaggio fondamentale in corso attualmente prevede di rendere più semplice possibile il rifornimento, fornire una formazione con tutorial in doppia lingua sul posto e, soprattutto, il riconoscimento della responsabilità di chi fa rifornimento (che dovrà attestare tramite autocertificazione la sua competenza), togliendola al gestore dell’impianto.

I vantaggi del metano self service

Al momento la difficoltà di fare rifornimento è uno dei maggiori disincentivi, se non il maggiore, all’uso del metano, che è molto più economico delle altre forme di carburante.

Questo porterebbe a un miglioramento ambientale rilevante, con diminuzione dell’emissione di CO2, oltre a un notevole risparmio per il guidatore.

Il self service potrebbe, infine, aiutare a sbloccare una percezione di pericolosità dell’uso del metano che, con le attuali tecnologie, è in realtà ormai un’eco del passato.

Non potersi rifornire da soli sembra una sorta di “prova” del rischio maggiore di questo tipo di carburante, e rimuovere questo ostacolo potrebbe essere un incentivo in più.

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Fonti di riferimento:

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