Mamma runner: al supermercato con mio figlio

Oggi non parlerò di corsa, ma di... mio figlio al supermercato. Del resto, anche questa è la vita (caotica) di una mamma runner!

Oggi non parlerò di corsa, ma di… mio figlio al supermercato. Del resto, anche questa è la vita (caotica) di una mamma runner!

Le mie mattine iniziano con una corsa rigenerante… ma a volte non basta.

Comunque sia, è un buon inizio di giornata!

Accendo SmanApp e segnalo agli automobilisti intorno a me che sto correndo. Mi fa sentire più sicura.

Solo dopo questo momento di benessere e attenzione a me stessa posso affrontare con serenità il caos della giornata.

Per esempio, andare a fare la spesa.

Inizia il delirio

Quando non avevo figli amavo andare al supermercato. Ma questo era prima, in un’altra dimensione dello spazio e del tempo…

A differenza di molte altre persone, mi piaceva passeggiare per le corsie del supermercato, confrontare i prezzi dei prodotti, cancellare la mente per una mezz’ora, immersa in quella macedonia sonora di annunci, offerte speciali e musica pop tipica dei centri commerciali.

Ora, con mio figlio al seguito, il mio approccio è più simile a un soldato impegnato in un raid in territorio nemico: agire velocemente, fuggire appena possibile e pregare che non ci siano brutte sorprese.
Ecco le fasi dello psicodramma:

Stavolta andrà tutto bene!

Comincia sempre abbastanza bene.

Il supermercato è affollato, ma il mio bambino è seduto nel posto-bimbi del carrello, è di ottimo umore.

Ho già recuperato i primi articoli della lista.

Come chi cade da un grattacielo, continuo a ripetermi “fin qui tutto bene” e penso, illusa, che sia previsto un lieto fine.

Prime richieste, prime proteste

Mio figlio adocchia una confezione di lamponi molto conveniente.

Per chi la vende, ovviamente: 6 euro per circa 8 lamponi.

Un affarone. Meno di un euro a lampone.

Del resto è dicembre, che me ne faccio dei lamponi?

Ma il bambino li ha puntati, e so cosa sta per succedere.

Per un attimo prendo in considerazione l’idea di buttare via 6 euro per salvare la giornata, ma insomma, non posso cedere così, e poi 6 euro sono 6 euro, così mi esce di bocca il primo “no” e, naturalmente, si aprono le porte dell’inferno.

Calci volanti in corsia

Mio figlio comincia a piagnucolare, all’inizio piano, poi più forte.

I decibel aumentano e con loro gli sguardi scocciati dei presenti.

Sapendo come andrà a finire, comincio a spingere il carrello più veloce. Il piagnisteo diventa disperato, il tempo diventa un nemico e taglio un po’, solo un po’, le voci della mia lista della spesa.

Mentre il volto del mio amato e solitamente adorabile pargolo si deforma in un urlo isterico (“Lampooooooniiiii!)”, ecco che comincia a tirare calci da dentro il carrello. Colpendo me e chiunque gli capiti a tiro.

Improvvisamente l’idea stessa di “lista della spesa” mi sembra ridicola. La butto in borsa e comincio a buttare articoli a caso nel carrello.

Il caos dilaga.

Distrazioni possibili e loro inutilità

A questo punto, nella mia esperienza, la maggior parte dei genitori tenta una o più delle seguenti carte: usare il telefono per propinare al bambino una dose di Peppa Pig a nastro fino a stordirlo; gridare a loro volta, minacciando una punizione qualunque; chiacchierare continuamente con il figlio per distrarlo in qualunque modo dalla sua ossessione consumistica.

Esaurite tutte le carte, rimane l’arma “Fine di Mondo”: la corsia dei dolci.

Un delirio di caramelle

La zona più dolce del supermercato mi regala un momento di pace, che però è di brevissima durata.

Non appena raggiunti quei bei scaffali coperti di lecca-lecca e cioccolata, dall’isteria si passa a una gioia fuori controllo.

Dave grida “Compriamo qualcosa!”.

Qualunque cosa. Basta comprare. Il senso profondo del consumismo è tutto qui.

Per educarlo nel modo giusto dovrei dirgli di no, e spiegargli con pazienza perché.

Invece cedo di schianto e copro mio figlio di caramelle alla frutta.

Sono una pessima madre, lo so.

Il momento della cassa

Sembra che sia quasi finita, ma in realtà è la parte più difficile.

Mentre metto sul nastro trasportatore tutta la spesa (pochi generi di prima necessità e dodici confezioni di caramelle alla frutta), Dave entra in iperventilazione davanti a tutti i giocattoli assurdi, ovetti di cioccolato e Minion disposti sadicamente intorno al registratore di cassa.

Prendo un balocco a caso.

Mio figlio esige un Minion.

Poi vuole essere prezzato insieme agli altri prodotti.

Pretende di scartare una caramella, immediatamente.

Poi gli cade la caramella in terra e una signora ci mette il piede sopra, scivola e minaccia denunce.

Cerco invano un cenno di comprensione dagli altri genitori, ma loro, evidentemente, hanno sempre bambini educatissimi, perfetti e silenziosi.

Mi guardano con compatimento, scuotendo la testa.

Epilogo

Dave è felice, coperto di dolciumi e giocattoli. Io faccio alcuni respiri molto profondi e prendo una decisione.

Mi resta solamente una possibilità per ritrovare qualche traccia di equilibrio mentale: è il momento di aprire SmanApp e cercare tra le aziende Partner il centro benessere più vicino in cerca di un massaggio rilassante.

Un lungo massaggio rilassante.

Leggi le avventure di Valentina la mamma runner qui:

Correre è bello, con SmanApp è meglio!

Se ti è piaciuto, condividilo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *