L’oasi del viaggiatore: elogio dell’autogrill

Stanco e polveroso se ne va il viaggiatore per le strade del mondo. Tante ore alle spalle, tante ore davanti. Ma ecco che appare un'oasi: l'autogrill!

Stanco e polveroso se ne va il viaggiatore per le strade del mondo. Tante ore alle spalle, tante ore davanti. Ma ecco che appare un’oasi: l’autogrill!

Stanco e polveroso se ne va il viaggiatore per le strade del mondo. Tante ore alle spalle, tante ore davanti. L’odore di benzina e asfalto ormai gli riempie le narici.

Le luci rosse della macchine davanti indicano la strada, una playlist di musica rock lo tiene sveglio.

Un cartello, infine, gli indica il momento del meritato riposo, della pausa ristoratrice.

Un edificio luccicante, pieno di vita e movimento, di giornali, cibo, bevande e idee-regalo, emerge dal nulla della lunga strada diritta, risplendendo nella mente come un’oasi nel deserto.

L’autogrill, finalmente.

Un non-luogo dove le strade si incrociano, i viandanti riprendono fiato, le storie si intrecciano per un istante prima di rimettersi sulla via che il destino ha tracciato.

Io li amo, gli autogrill. Nel loro squallore accogliente, nel loro essere sempre uguali, nel loro vendere sempre lo stesso tipo di cibo rappresentano esattamente ciò di cui si ha bisogno durante una pausa: essere confortati e rassicurati.

Per lo stupore ci sarà tempo, ora voglio sapere che, in qualunque parte d’Italia mi trovi, ci saranno sempre una Rustichella e un Camogli a ricordarmi le poche certezze della vita.

Ecco le mie 8 buone ragioni per amare gli autogrill:

L’autogrill di notte

Un’esplosione di luce in un mondo d’asfalto… già questo basterebbe.

L’idea del viaggio

L’autogrill fa pensare al viaggio. E viaggiare è gioia.

Musica da autogrill

Le ceste dei cd a poco prezzo, che purtroppo vanno sparendo. Frugare in quei contenitori portava talvolta sorprese impreviste, irresistibili perle di musica trash italiana quasi dimenticate da cantare subito a squarciagola in macchina, per tenersi svegli.

Le scritte nei bagni

Un divertente, talvolta inquietante, sempre volgare ma certamente autentico spaccato di un’Italia boccaccesca e un po’ malinconica.

La Rustichella e gli altri

Certezze assolute, eterne, definitive. Ma soprattutto, fresche. Perché il cibo degli autogrill è sempre (o dovrebbe essere) fresco: c’è talmente tanto ricambio da garantire, se non il gusto, almeno la salute.

Il caffè.

L’espresso ristretto e spigoloso degli autogrill lo riconosco su tutti. Uno schiaffo in faccia che salva la vita al guidatore stanco.

In genere gli autogrill sono di grande aiuto alla sicurezza stradale. 

Un inno alla vita, un invito a non forzare il limite del tuo corpo e della tua mente: riprendi fiato, rilassati un momento, prenditi un caffè.

La strada è ancora lunga.

Gli autogrill a ponte

Bellissimi, con quelle grandi vetrate che regalano la vista dall’alto di tutta l’autostrada. Luoghi dove sentirsi soli e in compagnia nello stesso tempo, mentre le strisce luminose bianche e rosse sfrecciano, romantiche, nel buio.

La gente dell’autogrill

Un luogo democratico, che accoglie tutti indipendentemente dalle loro ragioni, dal loro conto in banca, dal loro colore, credo o ideologia. Parafrasando Totò, l’autogrill è una livella: davanti a lui siamo tutti uguali.

La canzone omonima di Guccini

Uno dei più bei testi scritti da un cantautore italiano, che rende esattamente quella sensazione dolce-amara di essere in un luogo perso nel nulla, privo di storia ma allo stesso tempo ricco di storie.

Chissà, magari non sono da solo. Magari tra di voi si nasconde qualcuno che ha la stessa malattia… l’amore per questi luoghi sospesi, dove tutto può accadere e sta accadendo. Gli areoporti, le sale d’attesa, le stazioni… e appunto, gli autogrill.

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