La mia prima volta da runner (cap.5)

Il runner riluttante

La crisi, ce lo hanno detto in tutti i modi, è un'opportunità. Lo spero, visto che il mio tentativo di diventare runner si è un po' inceppato...

La crisi, ce lo hanno detto in tutti i modi, è un’opportunità. Lo spero, visto che il mio tentativo di diventare runner si è un po’ inceppato…

Non è stata colpa mia. Ho avuto il raffreddore. Ha piovuto tutto il mese di maggio. Ci sono state scadenze lavorative accumulate una sull’altra come bastoncini dello Shangai. Ci sono state inondazioni, eruzioni vulcaniche, sciami di cavallette…

Il momento della crisi

Insomma, è da dieci giorni che non corro. Ritornato ottimista da Vienna, con un piccolo bagaglio di chilometri e una bella sensazione di benessere, sono stato risucchiato dal mio vecchio modo di vivere, complice il maltempo imprevisto di maggio.

Giuro, stavo per rifare l’albero di Natale.

E poi… con mia moglie abbiamo comprato il divano nuovo: vuoi non sperimentarlo almeno un po’?

Purtroppo è comodissimo, ti avvolge, ti coccola. Lo so, non dovevo. Il vecchio divano, che ti infilava delle stecche di legno direttamente nella schiena, era molto meno stimolante.

Ma tant’è. Dieci giorni sono passati, e niente è successo.

Le ragioni della crisi

A questo punto mi sono chiesto perché mi sono bloccato: la motivazione non era abbastanza forte? Sono un caso disperato? La mia natura mi condanna a essere grasso e pigro?

Eppure…

Quando correvo mi sentivo vivo, mi sentivo bene, mi ricordavo di quando ero bambino, in campagna, con le ginocchia sbucciate.

Che cosa mi è mancato? Avrei dovuto, a questo punto, sentire già la necessità insopprimibile di correre ogni giorno… o no?

Ma soprattutto: capita normalmente? Un po’ come la crisi del settimo anno per le coppie sposate, magari la quarta settimana è il momento in cui il runner si blocca… e poi riparte più convinto di prima?

Me lo auguro di cuore… mentre scrivo, correre mi manca già.

Come uscire dalla crisi

La vita di ogni giorno, purtroppo, ha le sue regole. L’ufficio, la famiglia, le scadenze, qualche malanno di stagione… basta poco per trovarsi a dire “correrò domani”.

Se fai passare una volta l’idea di rimandare, è finita.

“Domani” diventa un mantra, mentre ogni giorno che non fai ciò che ti eri ripromesso ti fa sentire più in colpa, ma anche più lontano dalle sensazioni che ti avevano convinto ad agire…

Finché, per non sentirti più a disagio con te stesso, lasci perdere e non ci pensi più.

Questo è l’errore più grave, ma il seme della catastrofe sta nella prima volta che hai detto “Lo farò domani”.

Per uscire dalla crisi ho un solo modo: farlo oggi.

Anche solo cinque minuti. Ma devo correre oggi, non domani.

Riuscirò a ricominciare? Lo scoprirò presto… e lo scoprirete anche voi leggendo la prossima puntata de “La mia prima volta da runner”!

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