Giro del mondo in bici: una scommessa possibile

Hai mai sognato di fare il giro del mondo armato solo di... due ruote? Racconti e consigli per affrontare l'impresa!

Hai mai sognato di fare il giro del mondo solo armato di due ruote? Qualche consiglio per affrontare l’impresa, e il racconto di chi l’ha già fatto.

Chi non ha mai sognato di girare il mondo?

C’è chi lo immagina in nave, a piedi, in auto o in moto… ma, chi più, chi meno, tutti abbiamo vagheggiato di mollare gli ormeggi della vita quotidiana e partire senza altre certezze se non il viaggio stesso.

Di solito, sogni del genere vengono accompagnati da un sospiro e dalla frase più classica: “Impossibile”.

Mancano i soldi. Non è possibile lasciare il lavoro. Ci vuole un fisico particolare.

Tutto vero, per tantissime persone è così… ma non tutti i viaggiatori di lungo corso sono ricchi, giovani e atletici.

Oggi parliamo di chi ha deciso di esplorare le vie del mondo a due ruote!

I pionieri

Tra i più grandi giramondo della storia, i ciclisti hanno un posto d’onore. Sono davvero tanti coloro che si sono cimentati in questa grande avventura.

Dal primo di tutti, l’eccentrico Thomas Stevens, grande esploratore che nel 1884 fece il giro del mondo con il bizzarro antenato della bicicletta, il biciclo (quello con la grande ruota davanti, per capirsi).

Al netto delle tratte con altri mezzi, pedalò 13500 km in due anni.

E se vi par poco, guardate la foto del suo mezzo di trasporto! (link)

Impossibile non citare la prima donna, Annie Kopchovsky, una ragazza di 23 anni che nel 1894 partì da sola per scommessa, affrontando – oltre alle difficoltà del viaggio – anche quelle di essere una donna in un momento storico in cui i pregiudizi erano ben più forti di adesso.

I primi italiani furono Valentino Ronaldo e Adriano Sada, nel 1956, ma il primo del nostro paese a partire in solitaria è stato Franco Monnet nel 2000.

Il suo libro “Il giro del mondo in bicicletta” racconta la sua straordinaria esperienza.

Giramondo di oggi

Parlando di libri, lo svizzero Claude Marthaler è probabilmente il giramondo a due ruote più famoso, e “Il canto delle ruote” racconta il suo giro del mondo di sette anni (1994-2001)

Il famoso biciclo di Stevens ha affascinato anche l’inglese Summerfield, che nel 2006 lo ha rispolverato per un giro del mondo di due anni.

Tra gli italiani che in questi ultimi anni si sono cimentati nell’impresa, citiamo almeno Matteo Tricarico, Enrico Gremmo, Federico Damiani, Marco Meini, Giovanni Gondolini, Paola Gianotti, Stefano Cucca, Daniele Carletti, Simona Pergola.

Ma il nostro preferito è sicuramente il pittoresco Heinz Stucke. Un arzillo signore tedesco nato nel 1940 che, a 22 anni, si è messo in viaggio in bici… e non si è più fermato.

Il suo “never ending tour” è in corso dal 1962, lui ha 79 anni, ha percorso oltre 700000 km e non sembra avere intenzione di fermarsi!

Il giro del mondo? Si può fare!

Prendiamo in prestito la frase-icona di Gene Wilder, scienziato pazzo in Frankenstein Junior, per dichiarare forte e chiaro che, quando si parla di girare il mondo in bici, volere è potere.

Basta avere la possibilità di prendere un’aspettativa dal lavoro (o avere un lavoro che potete continuare a fare a distanza) e stanziare un budget minimo.

Occorre un po’ di preparazione atletica, aver già fatto qualche lungo viaggio in bici, una capacità non indifferente di adattamento, tanta curiosità e un’ottima capacità di riparare il proprio mezzo.

Alcune testimonianze ci riportano un tempo di circa cinque anni partendo completamente da zero, per arrivare ad affrontare le difficoltà di un viaggio del genere.

Diciamo che, se sei uno che si limita a qualche sgambata nel weekend, in cinque anni potresti arrivare a fare il tuo primo world tour!

Conosci te stesso!|

Nel mezzo tra il dire e il fare, ci saranno chilometri e chilometri di due ruote, con tutti i climi, tratte via via più lunghe, umiltà e trasformazione di te stesso in provetto meccanico.

Ci sarà, soprattutto, una valutazione attenta di te: te la senti di farlo da solo o vorresti un compagno di viaggio?

Sei uno che dorme ovunque, pensa di potersi adattare anche in situazioni piuttosto scomode o improvvisate, non si fa spaventare da qualche decina di forature (che vanno messe in conto…)?

Insomma, non è facilissimo, certo… ma decisamente non si parla di imprese impossibili.

Il risultato? Beh, Marco Invernizzi, per esempio, partendo nel 2010 dal punto zero di ciclista da weekend, nel luglio 2015 ha iniziato il suo giro del mondo, concluso esattamente un anno dopo.

In un anno ha percorso: Francia, Spagna, Portogallo, Stati Uniti d’America, Messico, Guatemala, El Salvador, Honduras, Nicaragua, Costa Rica, Panama, Colombia, Ecuador, Perù, Cile, Australia, Hong Kong, Cina, Vietnam, Laos, Thailandia, Birmania, India, Sud Africa, Turchia, Bulgaria, Serbia, Croazia, Slovenia, Italia.

Mica male per un ex-ciclista della domenica!

Sì, ma… quanto costa?

Secondo la testimonianza di Daniele Giannotta ed Elena Stefanin, ciclo-viaggiatori di lungo corso e autori del blog Cycloscope, molto meno di quanto potreste mai pensare.

Il loro budget di viaggio per un percorso che nel 2014 li ha portati in 38 paesi facendoli pedalare 35000 km è stato di poco più di 10 euro a persona al giorno, per un totale di 300 euro al mese a testa.

Si tratta di una spesa di 4000 euro all’anno che ha previsto tutto, cibo, alloggio, attrezzi, vestiti, visti, birra… e sigarette.

Una cifra davvero incredibilmente bassa, se si pensa che tra i paesi percorsi ci sono stati anche il Giappone e la Corea del Sud, decisamente cari anche per gli standard italiani.

Per approfondire

L’argomento è affascinante, ed è stato raccontato da moltissimi viaggiatori. Ecco alcuni riferimenti:

  • Il miglior sito che raccoglie le storie dei giramondo a due ruote è probabilmente icebike.org che fa da collettore dei racconti di tutti coloro che hanno portato o stanno portando a termine l’impresa.
  • Molto interessanti anche www.becycling.net e, sul sito del Touring Club Italia, il racconto di viaggio di Paola Gianotti.
  • La storia di Marco Invernizzi è a questo link.
  • Qui il bel progetto Cycloscope di Giannotta e Stefanin.

Fonti di riferimento

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