Capitolo 4: un wanna-be-runner… a Vienna!

La strada per potermi definire un runner è ancora lunga… ma a Vienna, tra corsette e passeggiate, me la sono cavata bene, almeno per i miei standard!

Rieccomi, per la quarta volta, a raccontarvi la mia esperienza da vorrei-essere-un-runner.

Siamo ancora piuttosto lontani dal potermi definire tale, ve lo confesso.

Ma piano piano, con molta calma, qualche passo avanti si nota.

Scarpe nuove vita nuova!

Per esempio, siamo arrivati all’acquisto delle scarpe.

Non potevo continuare a correre con gli anfibi come un militare in libera uscita!

La scelta delle scarpe è ovviamente cruciale, per chi inizia a correre, e so già che, alzando anche di poco il livello di allenamento, quelle che ho appena comprato non andranno bene.

Infatti, non sono propriamente delle scarpe da runner… del resto, nemmeno io sono, al momento, un vero runner.

Sono però ottime scarpe per lunghe camminate.

Infatti continuo ad alternare corsa e camminata con il sistema Run Walk Run.

Per un ritmo del genere, le Skechers Flex Advantage sono perfette, grazie alla suola in memory foam e a una “vestibilità” comodissima per camminare e, in questo caso, “corricchiare”.

Oltretutto il prezzo, sotto i cinquanta euro, è davvero competitivo: non ho intenzione di spendere cifre alte finché non sarà necessario.

Cioè, quando riuscirò ad alzare l’asticella dei miei allenamenti.

Una patata da corsa

Per il momento sono piantato sui 30 minuti (2 minuti di corsa, 3 di camminata, il tutto per sei volte). Mi rendo conto che questo, per ora, è il mio limite personale.

Lo so, lo so che tutti voi runner esperti state ridendo di gusto alle mie spalle, ma mi limito a ricordare che io, in 48 anni di vita, non ho mai corso, né fatto sport.

Sono una patata da divano che sta cercando di muoversi, tutto qui.

Le patate si muovono piano, molto piano. Ne avete mai vista una correre i 100 metri?

Così, mi accontento (ma solo per ora) di questo piccolo movimento quotidiano.

Una cosa, però, mi ha piacevolmente stupito: qualche giorno fa sono stato una settimana a Vienna, per motivi familiari, e ho potuto sperimentare almeno un paio di percorsi da running della città austriaca.

Run Walk Run a Vienna

Alternando il Prater, l’isola sul Danubio e il parco di Schonbrunn (fermate della metro Praterstern, Donauinsel, Schonbrunn), in quattro giorni ho camminato 52 chilometri, oltre a mantenere la mia mezzoretta di Run Walk Run.

Anche solo un mese fa, se mi avessero detto: “camminerai 52 km in quattro giorni” mi sarei messo a ridere.

La parte straordinaria è che, a parte un po’ di mal di piedi a fine giornata, ma nemmeno troppo (grazie Skechers!) ho affrontato piuttosto bene la prova.

Una città per runner

Una nota di merito ai percorsi viennesi, che fanno venire davvero voglia di fare attività fisica!

Il Prater è un parco magnifico con tantissime strade e stradine ombrose, mercatini e punti ristoro.

La reggia asburgica di Schonbrunn (dalla bellezza che rivaleggia con quella di Versailles in Francia) è circondata da un giardino immenso ricco di panchine e sentierini perfetti per la camminata.

La riva del Danubio è un vero paradiso per i runner, con comode strade asfaltate lungofiume dove gli appassionati di corsa della capitale austriaca si danno appuntamento.

Quando ci sono stato io, ovviamente non era ancora stagione di bagni (almeno per un italiano: alcuni bambini austriaci sguazzavano allegramente!), ma con l’arrivo della bella stagione il Danubio (Donau per i locali) offre anche la possibilità di rinfrescarsi con un tuffo tra una corsa e l’altra.

Io ho sperimentato questi tre, ma Vienna è una città particolarmente runner-friendly: consiglio di leggere questo articolo, pubblicato tempo fa qui su SmanApp.

In conclusione: scarpe nuove, un po’ di corsette, 52 km di camminata, un piacevole soggiorno a Vienna… sarebbe stata quasi una settimana sana se non avessi approfittato copiosamente delle gioie culinarie locali.

La cucina austriaca, infatti, non è nota per la sua leggerezza: tra saporite wienerschnitzel, birre e wurstel d’ogni sorta, non ho perso nemmeno un grammo in questa settimana.

Mi consolo pensando che senza quel po’ di attività fisica probabilmente sarei tornato in Italia con almeno cinque chili in più… ma posso, e devo fare di meglio.

Appuntamento alla prossima puntata della saga della vostra… patata da corsa!

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