Il vespista viaggiatore: ricordo di Giorgio Bettinelli

Personaggio singolare e pieno di talenti, dagli anni '90 si dedicò a esplorare il pianeta a bordo di... una Vespa! Lo ricordiamo.

Personaggio singolare e pieno di talenti, dagli anni ’90 si dedicò a esplorare il pianeta a bordo di… una Vespa! Lo ricordiamo.

Giorgio Bettinelli: un nome che forse è ignoto ai più, ma che ha un posto speciale nel cuore di tante persone.

In particolare, chi ama i mezzi a due ruote, il vintage, i viaggi non organizzati da agenzie.

Musicista viaggiatore

Nato il 15 maggio del 1955, Giorgio è stato tantissime cose, nella sua vita purtroppo terminata bruscamente nel 2008 per un malore improvviso: musicista, cantautore, attore, scrittore, giornalista… ma soprattutto, viaggiatore.

Musicista di successo, partecipò con i Pandemonium al festival di Sanremo del 1070 e collaborò con artisti del calibro di Rino Gaetano, Gabriella Ferri, Gigi Proietti, Gigi Bramieri. Con il 45 giri “Barista” ebbe anche un buon successo personale.

La passione per i viaggi era nata fin da ragazzino: a 14 anni parte in autostop da Crema e arriva a Copenhagen, l’anno dopo ci riprova e raggiunge la Tunisia.

L’incontro con… una Vespa

Ma è nel 1992 che la sua vita prende una piega ancora più originale: stabilitosi in Indonesia, riceve una Vespa come rimborso per un credito, e comincia a viaggiare con quella.

I viaggi di Bettinelli in Vespa diventano celebri: il primo è Roma-Saigon. È un successo: impiega sette mesi e percorre 24000 chilometri. Su questa esperienza scriverà un libro, che diventerà un grande successo.

L’idea di girare il mondo in Vespa e scrivere libri su questo diventa il senso stesso della sua vita.

Il mondo su due ruote

Il secondo viaggio è ancora più impegnativo: 36000 chilometri da Anchorage alla Terra del Fuoco.

La terza volta è il turno di un anno intero in viaggio: da Melbourne a Città del Capo, in 52000 km.

Torna a settembre del 1996.

La quarta volta, esagera: stavolta fa il giro del mondo per oltre tre anni, toccando tutti i continenti. Viene rapito da un gruppo di guerriglieri congolesi, ma viene liberato sano e salvo, benché rapinato di tutto.

Scrittore in viaggio

Questi tre viaggi vengono raccontati, con uno stile brillante e spigliato, nel libro “Brum Brum, 254000 chilometri in Vespa” (Feltrinelli 2002), cui segue nel 2005 “Rhapsody in Black” (stesso editore) e, infine, a seguito del suo ultimo grande viaggio, “La Cina in Vespa”, nel 2006.

La Cina diventa la tappa finale del suo percorso: lì si trasferisce e si sposa, a Jinghong sulle rive del Mekong e lì, purtroppo, muore a soli 53 anni in casa per un malore improvviso mentre si preparava a riprendere l’amata Vespa per affrontare il Tibet.

Giorgio Bettinelli è stato un artista del viaggio, un teorico della vita come avventura, condendo il tutto con uno spirito guascone e a volte quasi sbruffone, da vero esploratore, ben rappresentato dal baffo “malandrino” che ostentava.

Il senso dell’avventura

Non era un biker muscoloso, né un atleta. Si era semplicemente innamorato. Prima del viaggio in sé, poi di una Vespa. E le due passioni avevano finito per mescolarsi, definendo il senso della sua esistenza.

Probabilmente è l’uomo che ha percorso più chilometri in assoluto di più a bordo della storica motoretta di design della Piaggio.

“La Cina in Vespa”, in particolare, è un libro affascinante, che consigliamo a chiunque ami viaggiare, ami i mezzi a due ruote, ami l’avventura.

La voce di Giorgio risuona nelle sue pagine, semplice, sorridente e divertita, e vi farà vivere passo dopo passo la sua lunga strada a motore, piena di polvere, gente, risate, colori.

Come se fosse lì, accanto a voi.

Fonti di riferimento

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