10 cose da non indossare in bici

Oggi parliamo di ciò che andrebbe sempre e comunque evitato quando si va a pedalare. A volte per sicurezza, a volte semplicemente per buon gusto.

Il look è quanto di più soggettivo esista, e su questo siamo tutti d’accordo… ma ci sono alcuni punti fermi su cui non sono disposti a transigere.

Un po’ come i calzini bianchi con i sandali, ecco.

Così, mi sono ispirato a un divertente articolo in inglese (di cui troverete il link più in basso) per compilare un elenco di “orrori” estetici cui spesso capita di assistere quando si parla di abbigliamento da bici.

In generale parlerò di estetica, ma il primo punto è una raccomandazione legata alla sicurezza stradale: non indossare mai e poi mai abiti con elementi che possano impigliarsi alle ruote, ai pedali o alla catena.

Niente vestiti lunghi, sciarpe o collane chilometriche, mantelle o altri accessori che rischiano di “pendere” più in basso del livello del sellino.

Ora, risolta la parte “salvavita”, passiamo alle note più frivole.

Contrasto totale tra abbigliamento e bici

Questo punto ha due varianti, uno cromatico e uno di “brand”.

Il primo è semplice: cerca di rendere coerente il tuo outfit con quello del mezzo che stai cavalcando.

Uno sgargiante completino fucsia su una bicicletta dal corpo marrone, semplicemente, non si guarda.

Come, del resto, un abito super-pro in lycra con una bici anni ’50 in stile Don Camillo.

L’ideale sarebbe scegliere qualcosa di sobrio sia per la due ruote che per noi stessi, ma la sobrietà pare non essere granché di casa nel mondo degli atleti, un po’ anche per motivi di sicurezza: i colori vivaci rendono il ciclista più visibile.

Pur accettando l’esplosione di colori, insomma, un po’ di coerenza non guasta.

La seconda questione è più da “nerd” a due ruote, e nasce dall’aumento esponenziale dei ciclisti vestiti con i colori della loro scuderia preferita, o del loro ciclista del cuore.

Niente vieta (tranne, eventualmente, un pizzico di umiltà) di camuffarsi da star della due ruote, ma se devi farlo, fallo per bene.

Non ha senso seguire filologicamente qualcuno dal punto di vista dell’abbigliamento se poi la bicicletta non c’entra niente con quella usata dal tuo eroe.

Facendo un esempio musicale, se ti travesti da Freddy Mercury, devi avere i baffi, non la barba.

2. No, le mutande no!

Ogni ciclista, all’inizio, ci è cascato.

Sembra che sia istintivamente molto difficile abbandonare questo indumento, forse per la convinzione che migliori il confort e l’igiene, o magari per senso del pudore.

In più, è anche difficile che qualcuno incontrato per caso ti suggerisca di toglierti le mutande.

Non sono cose che si dicono volentieri a uno sconosciuto.

Il fatto è che ci sono almeno due motivi per non indossarle, preferendo dei calzoncini corti con un buon design e una protezione interna.

Il primo è l’aumento enorme della comodità durante la pedalata, il secondo… che il segno visibile dello slip, se indossi un calzoncino in lycra, è davvero antiestetico.

3. Indossare gli short sulla calzamaglia.

Non ho idea di chi sia stato il primo a farsi venire un’idea del genere, né perché.

Forse è la memoria storica di qualche supereroe, o degli allenamenti di qualche atleta… ma in bici non hanno alcun senso, se non dare la sensazione di esserti alzato dal letto con le idee molto confuse su come vestirti.

Il massimo è, ovviamente, oltre alla calzamaglia e agli shorts, indossare anche le mutande, come da punto 2.

A questo punto esageriamo: perché non indossarle sopra tutto il resto? Magari lanci una moda…

4. Indossare calzini lunghi

Trend recente quanto preoccupante. Da quando ricordo, fin dai tempi di Alfredo Binda i ciclisti hanno sempre indossato calzini corti.

Del resto, i pedalatori hanno dei bei polpacci, con muscoli ben definiti, quindi, perché non sfoggiarli?

Ma il motivo principale per cui quella del calzino lungo è una pessima idea, al di là della bruttezza estetica, è un fatto innegabile: il grasso della catena si lava via molto più facilmente dalla tua gamba che dal calzino.

5. Gambe non depilate

Forse è il motivo di fondo del punto 4: chi non vuole radersi, si mette i calzini lunghi.

Ma la risposta, in questo caso, è: meglio farsene una ragione… e comprare un rasoio.

Se sei arrivato al punto di comprare una roadbike e indossare un completo aderente di lycra, beh, a questo punto fai l’ultimo passo e depilati le gambe.

Un completo di lycra multicolore da cui spuntano delle caviglie villose è un po’ come vedere un cowboy di un film di Sergio Leone con addosso un tutù da ballerina.

6. Tatuaggi a tema

Bene, ti sei rasato le caviglie, finalmente.

Questo però ti ha fatto venire voglia di tatuarti un soggetto che renda noto a tutti il tuo amore per la bici.

Il più famoso dei tatuaggi in tema è una sezione di catena da bicicletta: anche in questo caso, le ragioni profonde di tale moda mi sfuggono totalmente, visto che il risultato somiglia a quando premi malamente la gamba su una catena ben oliata.

Ovviamente ognuno è libero di tatuarsi ciò che preferisce.

Solo, se possibile, visto che la caviglia è una parte molto in vista quando si pedala, cerca di fare una scelta di buon gusto e di affidarti a un tatuatore che sa il fatto suo.

7. Vestirsi da ciclista anche quando non pedali

Non sto criticando l’ovvio fatto che non puoi cambiarti ogni volta che vai a prendere un caffè tra un allenamento e l’altro.

Mi riferisco a una sinistra moda, per fortuna minoritaria: gente che usa gli abiti da ciclista nella vita di tutti i giorni.

Il fatto è che, prima di tutto, le tenute da ciclista (data l’esigenza di essere visibili) non sono il massimo della sobrietà.

A dirla tutta, un pappagallo amazzonico di solito ha addosso meno colori.

Secondo problema: questo tipo di abbigliamento (in lycra o jersey) è un tantino aderente, quindi se non sei il possessore di un perfetto addominale a tartaruga, il risultato sarà simile a una salsiccia imbustata in un sacchetto troppo piccolo.

Terza e ultima ragione: se proprio vuoi far sapere a tutti che sei un ciclista anche quando fai un aperitivo con gli amici, esistono anche le parole.

Puoi, semplicemente, dirglielo, anziché diventare un manifesto di te stesso.

Se proprio ci tieni, al limite, puoi indossare una semplice t-shirt “brandizzata” in tema ciclistico, che dichiari la tua passione senza ferire gli occhi degli astanti.

Un po’ di sobrietà, che diamine!

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