I 10000 passi e altri animali leggendari

Davvero i diecimila passi al giorno sono la panacea contro tutti i mali? Storia di un quasi-fake che, per una volta, ha migliorato la vita di tante persone.

Ormai è diventato un totem.

Una di quelle affermazioni scolpite nella pietra che nessuno mette più in discussione.

La cifra magica per tenersi in salute camminando è stata codificata, una volta per sempre: 10000 passi al giorno!

Con diecimila passi al giorno, un po’ come con la mela del proverbio, leviamo il medico di torno, torniamo giovani, perdiamo peso e probabilmente troviamo anche l’amore della nostra vita e un portafoglio pieno in terra!

A parte il fatto che, in effetti, è più facile trovare portafogli in terra se cammini molto, per il resto tutta questa storia dei 10000 passi mi è sempre sembrata un po’ farlocca.

Così ho deciso di scuotere la rete per fare un po’ di fact-checking: da dove mai è saltata fuori?

Tutto nasce dall’OMS

Qualche anno fa, l’Organizzazione Mondiale della Sanità lanciò la campagna “10.000 passi al giorno”, esortando tutti, specie chi faceva lavori sedentari, a prendere quest’abitudine.

I vantaggi? Diminuzione del rischio infarto, abbassamento della pressione, dimagrimento.

Del resto, che camminare faccia bene non è in dubbio, non c’è fact-checking che tenga!

Ma l’OMS da quali studi aveva ricavato questo numero, che tra l’altro ha dato l’avvio a un business enorme (basti pensare a braccialetti per la fitness, smartband, aziende in pieno boom come Garmin, senza parlare del mondo delle app, di cui anche noi facciamo parte)?

In principio fu il Giappone

Il primo contatore di passi nasce nel 1964 nell’anno delle Olimpiadi di Tokyo e viene presentato col nome di Manpo-Kei, che in giapponese significa “contatore dei diecimila passi”, dichiarando questo numero la cifra ideale per tenersi in salute.

Quindi si tratta di una trovata pubblicitaria?

Sì e no: l’OMS, infatti, ha fatto i suoi studi e le sue rilevazioni al di là di questa vecchia campagna, arrivando a conclusioni abbastanza simili.

Questo numero di passi, che corrisponde a circa otto chilometri, è in realtà puramente indicativo.

Dipende tutto dallo stato fisico e dagli obiettivi che ci poniamo.

Per chi è davvero sedentario, per esempio, possono bastare anche pochi minuti di camminata al giorno, quanto meno per migliorare l’umore.

Quello che è certo (e che l’OMS voleva ottenere) è l’importanza di un’attività fisica regolare.

I 10000 passi, insomma, non vanno presi come un assoluto, ma solo come un incentivo a migliorare la propria salute: camminare è la miglior medicina del mondo, specie se abbiamo la possibilità di farlo all’aperto, nella natura.

Soprattutto, questo numero non ha molto senso, per esempio, quando si parla di persone già allenate, che hanno bisogno invece di un altro tipo di modalità, più intensa.

Per dire, l’Australian Medical Association raccomanda dai 30 ai 60 minuti di attività fisica “light” (di qualunque tipo essa sia) cinque giorni la settimana.

Il risultato di un’attività del genere (benché meno “rigorosa”), è lo stesso dei famosi diecimila passi: si abbassa il rischio di diabete, si protegge il cervello dalla demenza, si riduce il rischio cardiaco, si allevia lo stress, e, se fatta con costanza e a buona intensità, fa perdere peso.

Passi o minuti?

Il mito dei diecimila passi non ha una vera base scientifica, ed è ovviamente relativo: per un anziano o una persona con problemi fisici sarà quasi impossibile percorrerli, mentre per chi è allenato possono essere troppo pochi per mantenere la forma.

Forse è più realistico dire che la cifra magica non è tanto legata ai passi quanto ai minuti: tra mezz’ora e un’ora di camminata a buon passo tutti i giorni (circa venti minuti per anziani e chi ha poca resistenza fisica).

La velocità minima per cominciare a bruciare il peso è stata calcolata sui quattro chilometri l’ora.

Se poi i passi saranno 8000 o 12000, poco cambierà.

In conclusione

Alla fin dei conti, la faccenda dei diecimila passi è una trovata pubblicitaria che ha avuto tante buone conseguenze per la salute dei cittadini.

Non è una bufala, né una verità assoluta: non va presa troppo alla lettera, ma è sano tenerne conto.

In positivo, è un obiettivo simbolico abbastanza facile da raggiungere per dare una spinta ad alzarsi dal divano, ma non troppo facile da non fare alcun effetto.

L’uomo ha da sempre bisogno di obiettivi chiari, definiti, raggiungibili.

Questa idea ha aiutato milioni di persone a camminare e a rimettersi in forma, e anche solo per questo merita il più grande degli apprezzamenti!

Insomma, i celebri 10000 passi sono una delle pochissime idee nate dal marketing ad avere reso le persone più sane, anziché creare abitudini sbagliate.

Se anche fosse stata una bufala (e in realtà non lo è), cento di queste bufale!

Fonti di riferimento (e approfondimento) qui e qui.

Quando vai a camminare, ricordati sempre di attivare SmanApp per monitorare la tua attività (km percorsi, calorie bruciate, tempo, velocità) e segnalare la tua presenza in strada agli automobilisti, diminuendo così il rischio di incidenti e pericolose distrazioni.

Correre è bello, con SmanApp è meglio!