I 10 migliori street food d’Italia

Arancini siciliani in tutta la loro gloria!

Una piccola carrellata dei più golosi tipi di “cibo di strada” locale e qualche suggerimento per un weekend all’insegna del gusto.

Quando si parla di viaggi nel Bel Paese, una delle grandi attrazioni, oltre a città d’arte, paesaggi e piccoli borghi deliziosi, è sicuramente il cibo.

Oggi ho deciso di concentrarmi su un tipo di cucina che sta vivendo una seconda giovinezza, in Italia e non solo: il cosiddetto “Street food”, letteralmente “cibo da strada”.

Ormai lo street food è di moda: serve a risparmiare tempo e denaro, rappresenta una piacevole novità, è un’alternativa economica al ristorante, specie in questi tempi di crisi.

Non solo, quando si parla di cibo da strada in Italia si tocca il cuore delle più autentiche tradizioni locali. Alcuni dei piatti più tipici del paese esistono anche e soprattutto in questa versione.

Insomma, un itinerario alla ricerca dei più tipici cibi da strada può essere un buon suggerimento per un viaggio o un weekend diverso dal solito!

Scopri quali sono i giorni di mercato, quando si tengono le sagre più importanti… e decidi la tua meta!

Nord Italia

La maggior parte del Nord Italia consuma tradizionalmente questo piatto a base di farina di mais, esistente in tantissime versioni, diverse per colore, consistenza, grana.

Si mangia accompagnata da… qualunque cosa! In particolare, in Piemonte e Lombardia, si accompagna con formaggio e sugo di carne, soprattutto cacciagione, ma nelle zone di mare o di laguna (per esempio in Veneto), anche con il pesce e i crostacei.

Nella sua versione “street” è protagonista di sagre e feste in tutto il Nord, fredda, calda, a fette, fritta, dolce o salata.

Ma il Veneto offre altre sorprese, dai più tradizionali “bacari veneziani”, sorta di antichi “bar de tapas” ante litteram in cui si paga contando gli stuzzicadenti corrispondenti agli snack consumati, fino a un banchino semplicemente geniale nel centro esatto di Padova, la “Folperia”, in cui si cuociono “in tempo reale” squisiti polpi, serviti poi ben conditi in piatti di plastica, da consumare rigorosamente in piedi.

La Liguria (ma anche la Toscana, con ricette antiche che però differiscono da zona a zona) ha una lunga tradizione per la Cecina, una torta salata e sottile fatta con farina di ceci, olio d’oliva, rosmarino e tagliata a fette, un po’ come la pizza.

La vicinanza con l’Austria fa sì che al centro della tradizione del cibo da strada in Trentino Alto Adige ci siano wurstel e crauti di tutte le qualità, ma non mancano succulenti panini da asporto con speck e formaggio di malga e, in qualche caso, la versione “on the road” dei classici canederli in brodo.

Centro Italia

Se in Emilia Romagna la piadina non ha bisogno di presentazioni, leggermente meno note (ma ugualmente gustose) sono le tigelle, piccoli panini tondi imbottiti di formaggi, salumi o pesto.

Nelle Marche, la zona di Ascoli Piceno dà il nome a un piatto squisito, le olive all’ascolana, olive fritte ripiene di carne trita, da pescare caldissime da un saporito cartoccio con lo stuzzicadenti.

A proposito di cartocci, in molte zone marittime d’Italia (dall’Emilia alla costa tirrenica alla Campania) è possibile gustare camminando ottimi coni ricolmi di pesce fritto di ogni tipo.

Una tradizione antica, che nasce dall’abitudine di friggere tutto il pescato avanzato.

Sempre in Toscana, ogni estate si svolge a Rosignano una celebre sagra del pesce dominata da una padella gigantesca, in cui centinaia di pesci friggono sul momento per la gioia degli astanti, e vaschette piene di polpi e cozze deliziano i palati.

Benché questa regione offra all’amante dello street food molte squisitezze, il piatto toscano per eccellenza, se si parla di cibo da strada, è senz’altro il panino al lampredotto, squisito ma “estremo”.

La farcitura della “rosetta” consiste infatti in interiora: precisamente uno dei quattro stomaci bovini, cotto e condito con salsa piccante e salsa verde. Si accompagna rigorosamente con un bicchiere di vino rosso: mai chiedere una Coca Cola!

Talvolta, in alcuni banchini, è possibile trovare anche panini farciti con altre parti “povere” del bovino, come la guancia e la lingua. Solo per amanti del genere.

Scendendo ancora un po’, il Lazio è noto per la Grattachecca, a base di ghiaccio grattato e succhi di frutta (da non confondere assolutamente con la Granita siciliana, realizzata con acqua congelata), per il supplì e per i tantissimi camioncini che vendono panini imbottiti con la celebre porchetta di Ariccia.

Da segnalare, proprio a Pasqua, il Festival dello Street Food che si terrà dal 18 al 22 aprile nel quartiere Ostiense di Roma, a pochi passi dalla Basilica di San Paolo Fuori le Mura.

Sud Italia

La pecora, in Abruzzo, è al centro della cucina locale. Come stupirsi se lo “street food” perfetto della regione sia a base di carne ovina?

Gli arrosticini abruzzesi sono sottili spiedini grigliati sul momento, accompagnati di solito da fette di pane con olio e pomodoro. Invito chiunque a provarli, anche chi ha pregiudizi verso la carne di pecora: difficile mangiarne meno di dieci!

Siamo arrivati in Campania. Qui, come prevedibile, la regina è la pizza, nella sua versione portatile detta “a portafoglio”, ma anche sul versante dolce c’è da sbizzarrirsi: babà e sfogliatelle sono nel cuore di chiunque abbia gustato i sapori di Napoli.

Anche nel capoluogo campano si terrà, durante i giorni di Pasqua, una festa dedicata al cibo da strada: precisamente in Piazza Dante, dal 15 al 22 aprile. Qui un link.

Se in Puglia sono il pesce e i molluschi a tenere banco, insieme ai classici “taralli”, ai panzerotti (dei calzoni in versione mignon) e alle “friselle” condite con olio e origano, la Calabria, terra del piccante, offre al palato degli appassionati il panino col Marzeddu, interiora di vitello con salsa al peperoncino. Per chi non è abituato ad “andare a fuoco”, attenzione!

Infine, la Sicilia, che unisce a una ricca tradizione di dolci da asporto (su tutti i cannoli e il gelato con la brioche) una serie di piatti “poveri” davvero speciali, tra cui il Pane Cunzatu (condito con olio, pomodori freschi, origano, acciughe e a volte anche formaggio e cipolle) e il Pani Ca’meusa, che si aggiunge alla lista dei piatti realizzati con le interiora: si tratta di un morbido panino con milza e polmone prima bolliti e poi fritti, con aggiunta di caciocavallo o ricotta, limone e pepe.

Ma quando si parla di Sicilia, si parla di arancini: grandi polpette di riso e carne trita, piselli e formaggio. Questa la ricetta base, ma le variazioni sono pressoché infinite.

Buone vacanze e buon appetito!

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