La mia prima volta da runner: dopo la corsa (cap.2)

Questa è la fase della corsa in cui ci vuole una certa convinzione, in cui scopri dei muscoli che non avevi mai usato... e che ora ti odiano con tutto il cuore.

Questa è la fase della corsa in cui ci vuole una certa convinzione, in cui scopri dei muscoli che non avevi mai usato… e che ora ti odiano con tutto il cuore.

I primi tre giorni dopo la mia prima corsa non sono stati meravigliosi, lo ammetto.

Mi facevano male i piedi, le caviglie, le ginocchia, il fianco destro.

I miei muscoli, mai presi in considerazione prima, mi hanno maledetto fino alla settima generazione.

“Ma scherziamo? Ci hai sempre ignorati e ora improvvisamente decidi di usarci così? Sciopero!”

Il tutto per venti minuti in cui ho alternato un minuto di corsa a qualche minuto a piedi, per cinque volte. Pochissimo, quasi niente.

Risultato: dolori, dolori ovunque. Un uomo distrutto.

Voi che correte da anni, compatitemi pure, ma io non l’avevo mai fatto… e forse non so nemmeno come si fa.

In più, quei quindici chili di sovrappeso si sentono tutti. Pesano sulle gambe come se portassi in braccio un grosso zaino, o un piccolo elefante.

Quale sia la postura corretta, l’abbigliamento giusto, le scarpe giuste. Accetto consigli!

Non ho intenzione – per ora – di comprare delle scarpe apposite. Ho un paio di Skechers con la suola in memory da camminata e me le farò bastare: un amico più esperto mi ha detto che per ora vanno bene, ma ancora per poco.

La seconda volta

La mia seconda volta è arrivata esattamente una settimana dopo, nel piccolo parco vicino a casa, sempre col mio fidato cagnolino.

La soddisfazione migliore, per ora, è che sono diventato molto più interessante ai suoi occhi: mi guarda con un’aspettativa che non ha mai avuto prima. “Si va?”, sembra dirmi.

E allora andiamo. Ancora per questa volta, stessa modalità. Un minuto, poi tre minuti di camminata, poi un minuto. Stavolta per sette volte e un totale di 28 minuti.

La politica dei piccoli passi.

Stavolta almeno non ho corso in giubbotto e jeans, ma ho indossato una tuta. Ne ho una, anche in questo caso non so se giusta o sbagliata.

Ma devo assecondare il momento, e so che se andassi a fare acquisti rovinerei tutto.

Odio i colori

Mai sopportati. A me piace vestirmi di nero, e ovviamente la mia tuta del momento lo è.

Felpa con cappuccio da black bloc, maglietta rock.

Lo so, non va bene. Lo so, è cotone e non acrilico. So tutto, sto studiando.

Ma il fatto è che ogni volta che mi sono trovato in un negozio di sport (di solito per acquistare i biglietti di un concerto, visto che vivo accanto a un grande emporio di articoli sportivi che fa anche da box office) ho sempre guardato con orrore tutte quelle tute e magliette con i colori sgargianti tipo pappagallo gigante.

E poi sono aderenti, quelle cose.

Aderenti.

Se me le metto sembro un insaccato. Una ‘nduja. Per pietà, non esageriamo.

Ma l’importante è che ho corso la seconda volta. Un rinoceronte che si finge gazzella. Devo essere uno spettacolo indimenticabile, ma chi se ne frega.

La novità migliore? Ci ho messo solo due giorni, stavolta, a muovere le articolazioni. Forse mi sto abituando…

Forse.

Vuoi seguire le avventure di un impiegato sovrappeso che corre per la prima volta in vita sua? Ogni settimana ti aggiornerò su questo blog.

Smetterò e tornerò al divano? Continuerò, perderò chili e ci sarà un lieto fine? Mi creerò danni fisici irreversibili? Scoprilo su SmanApp!

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