Bike Jokes: ridere a due ruote

Anche ai ciclisti piace ridere! Ecco alcuni motti di spirito, storielle e freddure legate al mondo della bicicletta.

La passione per la bici, come tutti gli interessi umani, è spesso spunto per scherzi e battute di spirito. Abbiamo rastrellato un po’ la rete alla ricerca delle 10 più divertenti… ed eccoci qua.

La sicurezza prima di tutto!

Quando pedalo indosso sempre un casco da bici, perché trovo che la sicurezza sia importante.

Purtroppo fin dalla prima lezione la gente mi guardava stupita e si prendeva gioco di me.

Ho deciso di non tornare più a fare spinning.

La cosa più triste

Per me la cosa più triste del mondo è un bambino in lacrime quando gli hanno appena rubato la bici.

Per questo, quando ne rubo una cerco di pedalare via più lontano che posso.

Dure lezioni

Qual è la parte più dura di imparare ad andare in bicicletta?

Il pavimento.

Un cane molto speciale

Ho ricevuto delle lamentele. Dicono che il mio cane insegue le persone in bici.

Non mi ero preoccupato granché, finché ho scoperto che per farlo prendeva la mia moto.

Divieto di parcheggio

Un ragazzino parcheggia la bici vicino al Senato. Arriva un poliziotto, lo ferma e gli dice: “Perché parcheggi la tua bici qui? Non sai che strada è questa? Ci passano politici importanti, membri del Governo, persino il Presidente passa spesso da qui.

Il ragazzino lo guarda e sorride: “Non si preoccupi, ho messo il lucchetto alla bici!”.

Il contrabbandiere

Un uomo in bici, che porta due grossi sacchi in spalla, viene fermato da un agente al confine tra Stati Uniti e Messico. “Cosa c’è nei sacchi?”, chiede la guardia. “Sabbia”, risponde il ciclista.

“Fammi controllare”. Il poliziotto vuota i sacchi e accerta che in effetti contengono solo sabbia. L’uomo se li rimette sulle spalle e passa al di là del confine.

Una settimana dopo, lo stesso uomo sta passando di nuovo, con altri due sacchi. Ancora l’agente gli chiede di controllare, e di nuovo scopre che contengono solamente sabbia.

Questa storia continua per sei mesi, ogni settimana, finché da un giorno all’altro il ciclista smette di presentarsi.

Un anno dopo, l’agente lo incontra in città, per caso, e non può trattenersi: “Senti, me lo sono chiesto per mesi. Sono sicuro che stavi contrabbandando qualcosa al di là del confine.

Ti prego, dimmelo, non lo saprà nessun altro, ma la curiosità mi uccide. Di cosa si trattava?”

L’uomo sorride e decide di dirgli la verità: “Ma è ovvio: biciclette”.

Maiale!

Giorni fa, stavo pedalando lungo una strada di montagna stretta e piena di curve.

A un certo punto mi sono trovato davanti un uomo che guidava molto piano, suonando continuamente il clacson e girandosi per urlarmi dietro “Maiale! Maiale!”.

Così, l’ho superato, urlandogli insulti irripetibili e mandandolo a quel paese con la mano.

Ancora arrabbiato per le offese di quell’uomo orribile, ho girato l’angolo a tutta velocità e sono andato a sbattere.

Contro un maiale.

La prudenza non è mai troppa!

Jack e Jill stanno percorrendo una delle più ripide salite delle Dolomiti sul loro tandem.

Alla fine, Jill, ansimando, dice a Jack: “Cavolo, che salita tremenda. Era così faticosa, e noi andavamo così piano. Pensavo che non ce l’avremmo mai fatta”!

E Jack: “Eh, sì era davvero ripida. Meno male che ho continuato a frenare per tutto il tempo, altrimenti saremmo scivolati all’indietro”.

Un uomo molto fortunato

Un pedone attraversa la strada senza guardare e viene subito investito da un ciclista di passaggio.

Mentre il pedone, ancora sdraiato sull’asfalto, si tiene la testa, il ciclista lo guarda: “Lo sa che lei è molto fortunato?”

“Ma che diavolo sta dicendo? Mi ha appena investito!”, risponde furioso il pedone.

E il ciclista, impassibile: “Certo, ma io di solito guido l’autobus”.

E ora, una vera chicca.

Il Papa al volante

Il Papa va a New York e trova una splendida limousine con autista che lo attende all’areoporto. Guarda la macchina sfavillante e dice all’autista: “Sai, è davvero un’auto meravigliosa. Non è che me la faresti guidare per qualche minuto?”

L’autista, comprensibilmente, esita: “Mi spiace, non credo mi sia permesso”.

Ma il Papa insiste: “Suvvia, per favore…”

Alla fine l’autista si arrende: “Oh, insomma, alla fine non posso certo dire di no al Papa”.

Così, il Santo Padre si mette al volante e, accidenti, comincia a dare gas! 100, 120, 150, 180, fino a bruciare tutti i limiti di velocità!

Quando finalmente rallenta, un poliziotto lo affianca e chiede al Papa di tirare giù il finestrino, e naturalmente lo riconosce. Imbarazzato e sorpreso, il giovano agente chiede al Pontefice di aspettare un minuto, e chiama via radio il suo comandante.

“Capo, ho un problema”

“Che tipo di problema?”

“Beh, ho fermato un tizio che aveva superato i limiti di velocità, ma è una persona molto importante”

“Importante come il sindaco?”

“No, molto di più”

“Importante come il governatore”

“Di più, di più…”

“Come il presidente?”

“Ancora di più!”

“Ma insomma, chi mai è più importante del Presidente?”

“Capo, io non ho idea di chi fosse, ma aveva il Papa a fargli da autista!”

Tra una risata e l’altra, non dimenticare di attivare SmanApp per segnalare la tua presenza agli altri utenti della strada e diminuire il rischio di incidenti e distrazioni.

Pedalare è bello con SmanApp è meglio!