Sigaretta in auto, sì o no?

Il divieto di fumare nella propria auto è un tema decisamente controverso. Norma sacrosanta per la salute o attacco alla libertà personale? Tu che ne pensi?

L’ultima trincea della guerra tra fumatori e resto del mondo, tra poco, potrà essere l’automobile.

Ancora non è sicuro, ma i “rumours” di corridoio danno per imminenti una serie di variazioni al Codice della Strada, tra le quali una delle più rilevanti dovrebbe essere proprio il divieto assoluto di fumare all’interno della propria macchina.

Presumibilmente, una regola del genere solleverà un putiferio.

Le squadre in campo sono agguerritissime: da una parte il fronte salutista, che denuncia i danni della sigaretta all’interno di un abitacolo chiuso, i rischi di fumo passivo e di terza mano e la perdita di sicurezza e attenzione del guidatore mentre si accende la sigaretta e la fuma.

Dall’altra, naturalmente, i fumatori, ormai espulsi da una grande quantità di luoghi pubblici, che già invocano il diritto a un’attività privata all’interno di uno spazio di loro proprietà, e difficilmente accetteranno di rinunciare alla sigaretta anche all’interno della propria vettura.

Schierate le armate, passiamo alle motivazioni dell’una e dell’altra parte.

Le ragioni dei pro-divieto

  • Il bando delle sigarette nei veicoli privati serve a proteggere i passeggeri dal fumo di seconda mano.
  • La sigaretta è un fattore di distrazione rispetto alla guida. Cercare, accendere e fumare una sigaretta allontana l’occhio dalla strada.
  • La caduta eventuale di tizzoni o sigarette in grembo al fumatore può causare reazioni istintive di panico e movimenti bruschi, in grado di causare incidenti.
  • Le cicche accese buttate fuori dal finestrino possono causare incendi nelle aree verdi. Si ritiene che il 16% degli incendi dipenda da sigarette gettate dai finestrini, e il 13% da sigarette gettate da pedoni.
  • Fumare ha lo stesso livello di distrazione di usare il cellulare.
  • Tornando al fumo di seconda mano, è già vietato in varie nazioni nell’ambito della lotta al fumo passivo, sia con l’auto ferma che in moto. I non fumatori che respirano il fumo passivo subiscono (così si dice) gli stessi effetti dannosi dei fumatori.
  • In molti paesi il bando è già in vigore per quanto riguarda la presenza di passeggeri minori di una certa età e donne incinte (Australia, Bahrein, parte del Canada, Cipro, Francia, Arabia Saudita, Uk parte degli Stati Uniti). La stessa legge dovrebbe essere imminente anche in Finalndia e Irlanda mentre in Israele, Olanda, Nuova Zelanda e Grecia si parla di bando totale del fumo in auto, anche se ancora è solo allo stato di discussione.
  • A Taiwan, invece, sembra siano intenzionati ad alzare ancora di più il livello di lotta al fumo, vietando di guidare in auto, in bicicletta e addirittura camminando sul marciapiede.
  • Riguardo al fumo di seconda mano, si ritiene che la concentrazione di fumo in un’auto dopo l’accensione di una sigaretta impieghi dai 10 ai 60 minuti a disperdersi, a seconda del fatto che l’auto sia ferma o in movimento e della posizione dei finestrini e degli impianti di ventilazione.

Dalla parte dei fumatori

All’epoca del divieto di fumo nei luoghi pubblici, nel 2003, la strada scelta fu drastica, andando nella direzione del bando totale anziché della possibilità di installare aspiratori e depuratori.

La norma ha avuto molti effetti positivi (in particolare per quanto riguarda ristoranti e altri luoghi in cui si degusta il cibo), ma ha creato una sorta di “criminalizzazione” tout court del fumatore.

La sensazione è che si preferisca incolpare il singolo fumatore di tutti i mali del mondo (danni ambientali, malattie), anziché agire in modo più efficace sul vero “elefante nel salotto”: l’inquinamento di auto, aziende, fabbriche.

Un po’ come dei Comuni che anziché riparare le buche invitino i cittadini ad evitarle, minacciandoli anche di multe in caso di errore, le politiche nazionali vanno sempre più verso la colpevolizzazione del singolo per distrarre l’attenzione dalle discutibili politiche generali.

Così, il fumatore è diventato una sorta di refugium peccatorum buono per tutte le occasioni.

Quello che fa impressione, nei punti di vista di chi è per il bando, è il tentativo di assimilare un comportamento che molto difficilmente crea distrazioni o incidenti (la sigaretta al volante) con un’attività francamente criminale come l’uso del telefono alla guida.

Si è parlato di un decreto legge per equiparare il fumatore a chi usa lo smartphone: riteniamo che questo sia davvero fuori da ogni buonsenso.

Molto fumatori diranno, inoltre, che fumare al volante, specie in coda, li rilassa e quindi ha un effetto benefico sulla guida.

Ancora: vietare il fumo in uno spazio assolutamente privato è un precedente pericoloso di ingerenza negli spazi più personali dei cittadini. La sensazione è che si sia di fronte a esperimenti per vedere fino a che punto sia possibile spingersi nel regolamentare le attività personali.

Secondo la stessa logica, il passo successivo potrebbe essere vietare le sigarette anche in casa propria.

Se si pensa che, dall’altra parte dello spettro, la Svezia sembra voler proibire il fumo in tutti i luoghi pubblici all’aperto (cioè ovunque, tranne in casa), c’è da chiedersi quale sia il limite, e se non sia già stato superato, riguardo alle libertà personali di milioni di persone che, dopotutto, comprano regolarmente il tabacco, contribuendo oltretutto con una quota supplementare di tasse al bilancio dello Stato, visto che le sigarette sono per l’appunto una forte fonte di introiti statali.

Su un punto, in generale, tutti i fumatori sono concordi: fumare in macchina in presenza di bambini o donne incinte è assolutamente sbagliato… ma in realtà è già legge dal 2 febbraio 2016, con una multa prevista di 500 euro.

Anche se ci sembra assurdo dover normare per legge qualcosa che chiunque sia dotato di educazione e buonsenso fa istintivamente o, alla peggio, dopo una prima, gentile richiesta, il fatto è che questa norma esiste già.

In conclusione

Bandire totalmente il fumo in auto ci sembra decisamente un divieto di troppo.

La sensazione è che ci si spinga davvero troppo in là nel sanzionare le abitudini dei singoli. Potranno non piacerci, ma ognuno di noi ha sicuramente qualche vizio o abitudine che ad altri non piace.

La logica del vietare secondo noi dovrebbe essere limitata ai comportamenti davvero dannosi al prossimo, e sicuramente la sigaretta in auto non è tra questi.

Pensiamo che sia più che sufficiente il divieto di fumo in presenza di minori e donne incinte, oltre a inasprire le pene per chi getta la sigaretta in luoghi a rischio incendi, ma ogni ulteriore fuga in avanti in questo senso ci pare decisamente fuori luogo.

Sia in sé, che come precedente rispetto a una tendenza deteriore a sindacare dal punto di vista etico e morale su comportamenti privati non certo criminali.

Questa però è la mia opinione e vale quanto quella di chiunque altro (anche qui a SmanApp ci sono molte opinioni differenti in merito!): qual è la vostra?

Fonti di riferimento: Wikipedia, 6sicuro, Libreidee.org

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