Casco invisibile per i ciclisti? Ora è realtà

Vedete questo casco? In futuro probabilmente verrà superato dai nuovi caschi invisibili che usano i principi dell’airbag. Realtà o fantascienza?

Il nuovo accessorio per ciclisti della Hödving sta per rivoluzionare il mondo della due ruote: un collare che in caso di incidente… diventa un casco-airbag!

Lo confesso: mi sono innamorato.

Non di una persona, né di un animale, né tantomeno di un partito politico.

Mi sono innamorato di un’invenzione straordinaria.

Spero solo che funzioni, che non si riveli una bufala: la delusione sarebbe cocente.

Casco sì o no?

La premessa, necessaria, è che il dibattito, tra i ciclisti, sull’utilità del casco è sempre più feroce. Se da una parte le norme in arrivo per il nuovo Codice della Strada sembra (vedremo) che vadano nella direzione di un obbligo più stringente, dall’altra su autorevoli siti come Bikeitalia ferve il dibattito.

C’è chi lo ritiene indispensabile, notando che in caso di incidente la quantità di vite salvate dal casco è decisamente rilevante, ma c’è anche chi fa notare alcune problematiche.

Per esempio, che in generale l’uso del casco rende meno prudenti aumentando il rischio.

O anche che certi tipi di lesioni sono dovute proprio al casco: se non ci fosse stato sarebbe stato meglio.

I pro e i contro sono molti, il dibattito ferve… ma mentre i ciclisti discutono sul tema, in Svezia tutto questo sembra ormai obsoleto.

Un airbag a sorpresa

Non si parla spesso degli svedesi, ma va detto che quando si mettono in testa qualcosa, di solito il risultato è rilevante. Basti pensare all’Ikea, e a quanto ha cambiato il mondo dell’arredamento.

Qualche anno fa un’azienda svedese, la Hövding, ha sperimentato un tipo rivoluzionario di protezione: un collare da indossare, collegato a un sistema di sensori che, in caso d’impatto o caduta accidentale, si attivano e fanno uscire… l’airbag.

Come per magia, intorno alla testa del ciclista “nasce” un perfetto, resistente casco dello stesso materiale degli airbag da auto.

L’imbottitura, in polistirolo espanso, è stata promossa a pieni voti da un team di ricercatori della Stanford Unviersity, che ha decretato un’efficacia otto volte superiore rispetto ai caschi normali, oltre a una maggiore area di protezione.

Infatti, il casco della ditta svedese circonda completamente la testa e il mento, somigliando molto più a un classico casco integrale da moto che ai tipici caschi per i ciclisti.

I filmati che troviamo in rete sono assolutamente impagabili, con cadute simulate più o meno credibili che portano tutte allo stesso risultato: l’improvvisa apparizione dell’airbag appena in tempo per attutire l’impatto.

Un oggetto del genere, dal design accattivante, comodo da indossare, non troppo invasivo e funzionale al massimo, promette davvero di mandare in soffitta i caschi tradizionali.

Però… c’è sempre un però

Come sempre, visto che la vita è dura e niente è mai perfetto, c’è un neo, nemmeno troppo piccolo.

In questo caso è il prezzo: l’oggetto in questione al momento costa più di 300 euro e va ordinato direttamente presso l’azienda produttrice, con (immagino) un surplus di spese di spedizione.

Certo, per la sicurezza nessuna cifra è troppo alta, ma una spesa del genere non è propriamente un incentivo alla diffusione.

Mi auguro che l’idea si diffonda a macchia d’olio, in modo da permettere ai produttori di abbattere radicalmente i prezzi, come spesso capita quando una nuova idea prende il via.

Per il momento, andate a vedere il link tratto da Bike Italy e immaginate quanti meravigliosi usi potrebbero essere fatti con una tecnologia del genere, magari anche nel campo del lavoro e dell’infortunistica.

Svedesi, fateci sognare!

Fonte di riferimento: Bike Italia

La tecnologia può salvare la vita, ma non è un buon motivo per dimenticare la prudenza: attiva sempre SmanApp quando ti alleni in strada, per segnalare la tua presenza agli automobilisti e diminuire il rischio di incidenti!

Pedalare è bello, con SmanApp è meglio!

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