Airbag esterno: l'uovo di Colombo?

Da sempre, gli airbag si trovano all’interno dell’auto. Qualcuno, anni fa, ha avuto un pensiero bizzarro: e se si mettessero anche fuori? Questo è il risultato.

Tra i benemeriti del genere umano c’è sicuramente colui o colei che ha inventato gli airbag.

Quei grossi palloncini che si gonfiano in un istante in caso d’incidente sono tra le migliori idee salvavita degli ultimi anni. 

Quanti scontri mortali con il proprio volante o con le pareti interne della macchina sono stati evitati grazie all’airbag? Le statistiche sono chiare: moltissimi.

L’idea degli airbag però, al momento, riguardava solamente l’interno delle vetture.

Prevedere una tecnologia che li mettesse anche all’esterno è qualcosa che per anni non è passata per la mente a nessuno, fino a dieci anni fa.

Dentro, ma anche fuori!

A fare da apripista è stata un’azienda tedesca chiamata AF Friedrichshafen, che si occupa dei sistemi di airbag di un gran numero di case automobilistiche in Europa e anche in Asia.

I migliori progettisti ed esperti di airbag hanno lavorato su quest’idea, che si sta lentamente avvicinando a vedere la luce.

Prima di tutto, una precisazione: l’airbag esterno non sostituisce ma integra quello interno.

L’airbag interno, che si attiva all’urto, ha il compito fondamentale di ridurre al massimo le conseguenze dell’impatto diretto degli elementi dell’auto (volante etc.) sui passeggeri.

L’airbag esterno ha invece una funzione in parte differente, con conseguenze per certi versi ancor più suggestive.

Un’autentica rivoluzione nel modo in cui ci si approccerà, in futuro, alla sicurezza stradale.

Un aiuto per tutti gli utenti della strada

Gli airbag esterni saranno, prima di tutto, molto più grandi di quelli interni, con l’idea di proteggere tutta la parte di carrozzeria che difende i passeggeri.

La loro presenza potrà essere anche d’aiuto a categorie di utenti della strada a rischio come i pedoni o i ciclisti, almeno per quanto riguarda urti di media forza che non li gettino a terra, permettendo però loro di impattare sul morbido e non sulla lamiera.

Ma il fattore principale, la grande differenza, è un’altra: l’airbag esterno non si attiva al momento dell’urto (non farebbe in tempo), ma prima.

Questo è possibile perché questo tipo di tecnologia è strettamente connessa con il computer di bordo e con vari sensori collocati in più parti del veicolo, che potranno avvertire con un minimo anticipo l’auto dell’imminenza dell’urto e far scattare l’airbag solo se l’impatto appare inevitabile.

Ovviamente, un impatto contro l’airbag esterno sarà molto più morbido rispetto a solidi muri o altre auto, e questo renderà a sua volta ancora più efficaci gli airbag interni

Tempo di gonfiaggio? 100 millisecondi.

Un’idea per il prossimo futuro

Quest’idea, semplice come l’uovo di Colombo, di mettere anche fuori ciò che già funziona dentro, facendo in modo che le auto abbiano già “in sé” i propri “materassi protettivi” antiurto, ha una sola controindicazione: purtroppo non è implementabile alle auto attualmente in commercio.

Si tratta di un tipo di tecnologia avanzata, legate alle moderne “smart car”, auto intelligenti dotate di computer di bordo all’avanguardia.

In due parole, per avere un airbag esterno le auto devono essere progettate fin dall’inizio per prevederne la presenza.

Stabilito che non avremo gli airbag esterni sulle nostre Smart o Fiat Punto, resta da chiedersi tra quanto tempo cominceranno a essere messe in commercio queste meravigliose auto accessoriate, e in quanti anni potranno sostituire l’attuale parco macchine, in modo da avere in strada solamente auto in grado di salvarci la vita in modi sempre più efficaci.

Fonte di riferimento: Esquire.com

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