L’importanza delle ginocchia simmetriche

Alcuni studi recenti sembrano dimostrare la connessione tra forma delle ginocchia e velocità nella corsa. Abbiamo cercato di saperne di più.

Per essere un buon runner, hai bisogno di… cosa?

Muscoli forti, ok. Un cuore potente, giusto. Determinazione, chiaramente.

Allenamento, senza dubbio. Ma servono anche… ginocchia simmetriche?

Ve lo eravate mai chiesti?

Noi no, ma alcuni scienziati sì, e hanno deciso di studiare le caratteristiche fisiche dei corridori più veloci del mondo.

Simmetria e velocità

La scienza pare aver dimostrato che animali ed esseri umani con i corpi più simmetrici tendono a essere più veloci e in salute rispetto a chi presenta evidenti asimmetrie fisiche.

Da questa (discutibile e un po’ discriminante) premessa, la ricerca si è spinta a dire che, confrontando i migliori corridori del mondo, la simmetria delle ginocchia “può prevedere chi finirà per primeggiare”, come sostiene un biologo evoluzionista di un’università del New Jersey.

Il suo campo di studi, in effetti, è scoprire come gli organismi si adattano all’ambiente attraverso le generazioni.

La scoperta che i bambini che ha otto anni hanno le ginocchia più simmetriche finiranno per diventare corridori più veloci della media risale ormai ad anni fa, mentre gli studi recenti si sono concentrati sul motivo per cui tale simmetria crea differenze particolarmente marcate.

I piedi? Inutili!

Le conclusioni, dopo aver misurato le ginocchia di centinaia di sprinters, soprattutto in Giamaica, terra di velocisti, sono state che i corridori migliori in assoluto sono quelli con le ginocchia più simmetriche.

Tra tutti, i centometristi erano quelli con la simmetria migliore.

La scoperta consequenziale è stata che i piedi sono risultati del tutto irrilevanti ai fini della velocità.

Sorprendente? Non tanto: quando una persona corre, le sua ginocchia “pompano” su e giù, spingendo il corpo avanti.

La simmetria permette allo sforzo atletico di essere più efficiente.

Questo discorso non vale per la corsa su lunghe distanze, in cui entrano in gioco molti altri fattori, tra i quali la necessità di curvare (il che può favorire, al contrario, chi ha una struttura meno simmetrica), ma è del tutto funzionale a una gara di velocità in rettilineo sulla distanza breve.

In questo caso, in effetti, le ginocchia sembrano essere il centro di tutto.

Genetica o allenamento?

La domanda che segue, stavolta posta da un biologo inglese, è: le gambe simmetriche dei velocisti sono, diciamo così, “innate”, provenienti dalla genetica, o dipendono dal tempo dedicato ad allenarsi?

Gli studi hanno dimostrato che la risposta (ne eravamo sicuri…) sta nel mezzo: se è vero che in parte il patrimonio genetico è responsabile della nostra struttura corporea, è anche vero che la simmetria aumenta con l’allenamento.

Insomma, non tutto è perduto per noi stortignaccoli con un ginocchio a est e uno a ovest… o no?

Resta, sospesa nell’aria, una domanda sull’uso dei finanziamenti di queste più o meno oscure università private, e sul senso effettivo di un tipo di studi del genere… a noi piace pensare che, con la determinazione, la volontà e l’allenamento, tutti possano arrivare lontano, anche se le loro ginocchia non sono completamente e perfettamente simmetriche.

Alla faccia dei biologi evoluzionisti.

Fonte di riferimento qui

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