Imballaggi, pro e contro

L’uso della plastica per imballare frutta e verdura è un tema che divide. C’è chi ritiene sia più igienico e chi si preoccupa dell’ambiente. Tu che ne pensi?

Ormai da tempo, al supermercato, i sacchetti biodegradabili hanno preso il posto delle vecchie buste di plastica.

Un cambiamento molto positivo, anche se va detto che tali buste hanno la tendenza a rompersi con una facilità sconcertante.

Il risultato (assai virtuoso) è stato che ormai in tantissimi si portano i sacchi da casa, per non dover prendere quelli, troppo fragili, del negozio.

Meglio così: il riciclaggio è un bene, e i sacchi di plastica sono tra i maggiori responsabili della morte di animali in mare, senza parlare del loro potenziale inquinante.

Ma, ora che siamo bravissimi con il contenitore, non dovremmo preoccuparci un po’ di più del contenuto?

Il perché della plastica

Stiamo parlando degli imballaggi della frutta e della verdura: cellophane, scatole, confezioni rigide, morbide, plastica per tutti i gusti e tutte le esigenze.

Non sarebbe meglio evitarla?

Il package, ovviamente, garantisce che il cibo durante il trasporto non entri in contatto con agenti contaminanti e lo protegge dagli urti.

Inoltre c’è un motivo per cui certi alimenti vengono impacchettati in pochi pezzi per volta: il rischio di contaminazione tra di loro.

Per esempio, una singola mela marcia emette gas etilene, che può (in accordo con i proverbi) far buttare via tutto il cesto.

I limiti della plastica

D’altra parte, l’abitudine di confezionare frutta e verdura già tagliata ha molti lati negativi, benché tolga parte del lavoro in cucina.

I prodotti confezionati dopo essere stati tagliati, come gli anelli di ananas o simili, tolgono al consumatore la fatica di affettarsi la frutta da solo ma costano di più e perdono principi nutritivi, esponendo la polpa all’ossigeno, al calore, alla luce e causando la perdita di parte delle vitamine.

In particolare, sono a rischio la B e la C, che evaporano facilmente dai prodotti tagliati.

Passando alle verdure, l’insalata in plastica, essendo già tagliata, è più esposta a contaminazioni batteriche.

Il consiglio è sempre acquistare le verdure a foglia larga ancora da tagliare, e affettare solo quella che intendiamo consumare, volta per volta.

Inoltre, ricordiamo sempre di lavare i prodotti dopo averli estratti dalla confezione: anche quelli che vengono venduti come già lavati (per esempio l’insalata in busta) presentano spesso una carica batterica superiore a quanto sarebbe lecito aspettarsi.

In conclusione…

Benché gli imballaggi di plastica abbiano una ragion d’essere di tipo igienico e protettivo, l’eccesso di plastica ha un peso enorme sull’inquinamento e, nel caso di verdura e frutta già tagliata, espone paradossalmente il cibo a un maggior rischio di contaminazioni batteriche.

La soluzione ideale sarebbe limitare l’uso degli imballaggi al prodotto integro (non tagliato né affettato) e andare nella direzione di imballaggi in materiale biodegradabile, rendendo un servizio migliore sia al nostro organismo che all’ambiente.

Fonte di riferimento qui

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