Libri a pedali: lo zen e l'arte di andare in bicicletta

Come si osserva il mondo attraverso i raggi di una bicicletta? Ce lo racconta Claude Marthaler, scrittore e viaggiatore svizzero che ha reso il sellino la sua vera casa.
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Chi è lo svizzero Claude Marthaler? Sicuramente un viaggiatore.
Scrivere, in lui, è un’esigenza del tutto ragionevole: il suo percorso di vita vale la pena di essere raccontato.
Al centro di tutto, la bici. All’inizio come pericolo: viene investito da una bicicletta da bambino.
Curiosamente, la sua reazione è l’opposto di quella che avrebbero avuto in molti: pedalare. Tantissimo.

Verso l’Himalaya e oltre

Si ferma dopo una caduta in deltaplano (sì, Claude non si fa mancare niente!) e si sente dire che le sue condizioni fisiche dopo l’incidente gli impediranno di tornare sugli amati pedali.
La sfida è lanciata, e lui risponde. Percorre tutta Europa, arriva fin quasi all’Himalaya e poi parte di nuovo.
L’obiettivo? Fare il giro del mondo in bicicletta. Torna sette anni dopo.
A questo punto decide di raccontare la propria avventura, e lo fa con “Il canto delle ruote”, un classico della letteratura di viaggio, uscito in Italia nel 2008.

Lo zen a pedali

Segue un film, un libro fotografico e, infine, questo “La vita e altre forature di un nomade a pedali”, in cui racconta la sua filosofia.
Naturalmente, tra un impegno librario e l’altro, non abbandona l’amata bicicletta, percorrendo Asia, India, Nepal, Tibet e, di nuovo, l’Himalaya.
Il suo sguardo sul mondo, gli innumerevoli incontri, le difficoltà del viaggio e le sensazioni che dà l’essere tutt’uno con la strada e la bici sono i temi fondanti di un libro breve quanto denso di sensazioni ed esperienze vissute.

Una bici tutta da leggere

La penna di Claude è delicata, con un afflato poetico sempre sotto traccia che rende le sue pagine luminose anche quando racconta i più piccoli eventi.
In più, il libro è divertente, grazie a un senso dell’umorismo sempre empatico e mai fuori luogo.
Una lettura consigliatissima a chi ama andare in bici, a chi vorrebbe farlo, a chi si accontenta di immaginarlo, a chi aspetta solo una piccola spinta per provare.

Una “ciclosofia” di vita

C’è, eccome se c’è: Claude è portatore sanissimo di un’autentica “ciclosofia”, una visione della bici come il mezzo universale per eccellenza, in grado di unire tutti i popoli del pianeta.
Vedere il mondo attraverso i raggi delle ruote, pensando alla ruota come metafora della “rotondità” del mondo. La bici scavalca le frontiere, unisce generazioni e classi sociali.
Marthaler, Claude: Lo zen e l’arte di andare in bicicletta. La vita e altre forature di un nomade a pedali, Ediciclo, Portogruaro 2010.
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