10 tipi di yoga che non credevo esistessero

Fare yoga bevendo birra o sospesi in aria, attaccati al bancone di un pub o suonando l’armonica. “Just for fun”, bizzarrie a margine di una pratica seria e salutare.


Lo yoga è una cosa seria.
Una disciplina che unisce mente e corpo arrecando grandissimi benefici a entrambi.
Ormai da decenni lo yoga, nelle più svariate forme, è diventato un fedele compagno dell’uomo moderno.
La società contemporanea, impregnata di stress, fretta e tensione, ha dovuto in qualche modo inventare degli antidoti al disagio crescente, e il recupero di pratiche originariamente orientali di rilassamento e meditazione è stato uno di questi antidoti.
Uno tra i migliori e più efficaci, tra l’altro.
La maggior parte dell’enorme varietà di pratiche yoga è centrata sul benessere dell’organismo in modo generalmente coerente… ma poi ci sono, come dire, le eccezioni.
Andiamo a scoprirle.

1. Doga

Che diavolo è il Doga? Se dico Dog Yoga cominciate a capire, vero? Esatto, è lo yoga fatto con il vostro cane. Meditare con lui, fare insieme massaggi e stretching.
Gli appassionati di questa pratica organizzano sedute di gruppo e dichiarano che il Doga migliora la digestione del cane e riduce lo stress dell’umano.
Io invito solo il lettore a chiedersi quanto possa essere rilassante una stanza piena di cani che – essendo cani – presumibilmente faranno le cose che fanno i cani in presenza dei propri simili.
Il nome tecnico è “canizza” ed è, almeno secondo me, l’esatto contrario del relax.
Bau!

2. Yoga Rave

Avete presente l’idea generale che si ha di un rave?
Musica ad altissimo volume, droghe, alcool, quella roba lì.
Ecco, lo Yoga Rave è un dance party in un club che prevede una fase iniziale di meditazione e stretching per passare poi al ballo.
Il tutto con drink analcolici e stuzzichini vegani crudisti.
Niente di male, ma che c’entra con lo Yoga?

3. YogaOke (Yoga-Karaoke)

Nasce da un principio che è l’esatto contrario della filosofia che sta dietro allo yoga: cercare di non annoiarsi durante la pratica.
E così, i praticanti di questa buffa derivazione cantano tutti insieme.
Ma non mantra tibetani e canti sanscriti, ne il tradizionale “Om”.
No, in classe abbiamo un dj, degli schermi tv con i testi e addirittura una postura che si ispira alla “Air guitar” (già di per sé una delle tendenze più inutili degli ultimi secoli).
I musicisti più gettonati? Elton John, i Journey e i Beatles.
Senz’altro divertente, ma quella faccenda di unire mente e corpo che fine ha fatto?

4. Harmonica Yoga

Ok, lo yoga e la respirazione vanno di pari passo.
Ok, suonare l’armonica prevede una respirazione particolare.
Quindi, perché non unire questi due argomenti?
Chi ci ha pensato ha deciso di unire le posture yoga a qualcosa di chiamato “HarMantra”, cioè un suono che l’armonica emetterà mentre respiri nella giusta posizione.
L’unica cosa che mi sono chiesto io è: per quale ragione dovrei tenermi un’armonica ficcata in bocca per tutto il tempo mentre cerco di rilassarmi?
Il peggior incubo di un bluesman tibetano.

5. Anti-Gravity Yoga

La versione “equilibrista” dello Yoga non è roba per tutti.
Unisce momenti di arte circense, danza contemporanea e ginnastica, il tutto sospesi nell’aria, attaccati ad amache di tela sospese al soffitto.
Tra i pro, allungare e rafforzare la spina dorsale.
Tra i contro, ovviamente precipitare e fracassarsela.
Alla faccia del relax.

6. Birra-Yoga

Avevo poche certezze sullo yoga.
Una era che, a parte le posizioni (o “asana”), questa disciplina avesse a che fare con la purificazione del corpo e della mente.
Nessuno contesta il praticante yoga che si fa una birretta prima o dopo la pratica, ma berla durante è decisamente troppo.
Per alcolisti in cerca di un alibi.

7. Yoga Hip Hop

Anche questa deviazione prevede di superare quella famosa noia che dovrebbe attanagliare chi pratica le varietà più “ordinarie” di yoga.
A colpi di musica hip hop, stavolta, in modo da invogliare i teenager. Ottenere i benefici della pratica fisica senza scocciature: l’idea è tutta qui.
Il fatto è che lo yoga prevede di ascoltare se stessi, il ritmo del proprio respiro, di affrontare il proprio mondo interiore: difficile riuscirci sotto i colpi di un flow che parla, per esempio, di disagio giovanile nelle periferie americane.
Capisco che la parola “yoga” ormai è un brand, una scatola dove infilare tutto, ma c’è un limite.

8. Yoga di Harry Potter

Che dicevo due righe fa sul limite?
Ecco. Detto da Potter-fan, il mix tra la saga del maghetto più famoso del mondo e l’antica pratica orientale crea un corto circuito in grado di far esplodere il cervello.
Fare yoga pronunciando incantesimi e leggendo frasi del libro della Rowling?
Silente, abbiamo un problema.

9. Yoga da bancone

Il bancone da bar come palestra.
Come ho fatto a non pensarci prima?
L’idea è approfittare della struttura del classico bancone per esercizi di stretching e posizioni varie. Finita la session, via con i cocktail.
Nato probabilmente per chi passa direttamente dall’ufficio al pub (pratica per esempio comunissima in Inghilterra), offre una comoda scusa per andarsi a ubriacare.
Vuoi mettere come suona meglio “Vado a yoga” con “Vado al pub a sbronzarmi con gli amici”?

10. Capra-Yoga

Non vi bastava fare lo yoga con il vostro cane?
Provate con una capra.
Il fatto che ci sia una lista di oltre mille persone che aspettano il loro turno per fare yoga con una capra che gli cammina addosso in una fattoria dell’Oregon, beh, crea molte domande sulla salute mentale degli anni ’10.
A questo punto il limite è il cielo: perché non provare il Bisonte-Yoga, il Coccodrillo-Yoga o l’Elefante-Yoga?
Poi raccontatemi.
Per il momento, ripetete con me: sopra la capra lo yogi campa, sotto la capra lo yogi crepa.
In generale, si tratta di bizzarrie piuttosto innocue lungi da me giudicarle o criticarle.
Quello che intristisce è l’utilizzo a sproposito della parola “yoga”, tanto per cavalcare le mode del momento.
Il vero yoga è uno strumento prezioso che ci permette di metterci in contatto con la nostra parte interiore, in un’armonia corpo-mente in cui finalmente sia possibile sentirsi compiutamente se stessi.
Per una volta, senza birre, cani, armoniche a bocca, banconi da bar.
E possibilmente senza capre.

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Nota: questo articolo è stato già pubblicato tempo fa, ma abbiamo deciso di riproporlo ai nuovi lettori del nostro blog.

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