Running people: 10 runner che sicuramente conosci

Progetto senza titolo (83)

Running che passione! Ma quali sono le tipologie più frequenti di amanti della corsa? Eccole, con un po’ d’ironia!

1. Il runner social

Questo tipo di runner si muove in contingenti numerosi, riconoscibili dai colori sgargianti, un po’ come i fenicotteri.

Temibili i loro gruppi sui social, dove si esaltano a vicenda con un entusiasmo degno di una tappa del Giro d’Italia.

Tra loro c’è sempre il pigro (di solito un runner che vuole dimagrire) che tenta sempre di strappare un’ora di più di letto, il competitivo, che ucciderebbe per un decimo di secondo in più sugli altri componenti, e il sergente di ferro in stile “Full Metal Jacket” (di solito un runner mattiniero), il cui ruolo è tirare gli altri giù dalla branda.

Per fortuna spesso c’è anche chi si occupa di portare il pranzo al sacco per tutti.

2. Il runner che vuole dimagrire

Cominciano quasi tutti così, di fronte alla realtà spietata della bilancia.

Ma presto si trasformano in qualcos’altro, che spesso somiglia a una delle altre categorie.

Dall’incubo della bilancia si passa al senso di libertà, al piacere della corsa in sé, alla voglia di sfidarsi o sfidare gli altri.

Ma all’inizio è la pancetta, di solito, a convincerlo.

Riconoscibile dallo sguardo malinconico che rivolge alle vetrine dei negozi di divani, come quando si guarda con nostalgia la foto di un’amante perduta.

3. Il mistico

Per lui correre non è un gesto atletico, ma una filosofia di vita.

Grazie alla corsa ha ritrovato il contatto con se stesso, con la propria essenza più profonda.

Quando corre il tempo si ferma, lo spazio si dilata, non ci sono più le mezze stagioni e bla, bla, bla.

Piacevolissimo quando si tratta di correrci insieme, si rivela esiziale quando si ferma e comincia a parlare dei motivi per cui lo fa, senza fermarsi più.
L’unico modo per farlo tacere è farlo ricominciare a correre al più presto.

4. Il runner scalzo

Di solito vicino alla categoria precedente, vi aggiunge frequenti influenze new age, che lo portano a delirare intorno al recupero del contatto col suolo, alle vibrazioni della Madre Terra e alla sua capacità di diventare tutt’uno con la natura.

Inutile ricordargli che sta correndo su una strada d’asfalto nella periferia di Lambrate, non capirebbe.

5. Il runner mattiniero

Approccia la materia con piglio militare.

Comincia facendo il cubo con le coperte e le lenzuola, salta giù dal letto alle quattro e mezzo del mattino urlando “Geronimo!” e comincia a fare piegamenti.

Esce di casa proclamando a gran voce quanto sia sana e piacevole l’aria del mattino e quanto gli altri non siano in grado di apprezzarla, il tutto schivando il lancio di ciabatte e paralumi da parte dei familiari.

Trattasi di specie ad alto rischio di divorzi e separazioni.

6. Il runner competitivo

All’inizio è il più timido del gruppo. Corre quasi scusandosi, ha una buona parola e un sorriso per tutti.

Poi, un bel giorno, capisce di essere piuttosto veloce, e in lui si accende lo sguardo della tigre.

Calcola ossessivamente i tempi di percorrenza di tutti, cerca di bruciare gli “avversari” (a cui non potrebbe importare di meno) con scatti felini, taglia traguardi immaginari alzando le braccia al cielo e telefona agli altri a notte fonda, in piena crisi d’ansia, se ha totalizzato due decimi in meno della settimana precedente.

Nei casi peggiori, tenta di barare sui tempi con se stesso, manomettendo il cronometro.

7. Il fashion victim

Passa decisamente più tempo nei negozi di sport che a sudare in strada.

Sempre in cerca dell’outfit perfetto e ultimo modello, correre con lui (o lei) ha senso solamente se siete talmente pazienti (o innamorati) da seguire il suo improbabile ritmo di allenamento… che consiste in qualche metro di corsa, un selfie, una pausa stretching, altri selfie assortiti, una sosta per prendere fiato e farsi ammirare dagli altri runner in pose plastiche, un selfie, eccetera.

Un altro problema di questo tipo di runner è che odia sudare. Il sudore rovina tutta la messa in piega e sciupa l’effetto generale. Questo spiega le pause continue

8. L’innamorato

Della corsa, in genere, non gliene è mai fregato niente. Il suo obiettivo è concupire una bella amica runner su cui ha posato gli occhi (probabilmente una fashion victim) e ha deciso di rischiare il tutto per tutto.

Te lo ritrovi lì, con l’aria da cane bastonato, all’inizio del percorso, che ti bombarda di domande a caso (da “quanti chilometri fai al giorno?” a “come va col tuo ragazzo”?) con un fiatone crescente.

Non ammetterà mai di non essere in forma come te, piuttosto morirà nel tentativo di starti dietro.

Assai dannoso ai ritmi del tuo allenamento: lasciarlo al palo ti dispiace, ma anche vedergli sputare i polmoni per cercare di starti dietro.

Va a finire che, per non averlo sulla coscienza, ti metti a camminare anche tu, con buona pace dell’allenamento.

9. L’indifferente

Per lui la performance è tutto. Non può fermarsi, non può rallentare. Il problema è che non corre nel deserto del Nevada, ma su un lungomare affollato.

Risultato? Un continuo slalom nevrotico tra carrozzine, bambini e turisti in ciabatte corredato di urla e spintoni a chi non si sposta in tempo.

Impossibile fargli prendere atto dell’esistenza di altri esseri umani, con esigenze diverse: per lui sono solo ostacoli lenti.

Di solito si riduce a più miti consigli dopo aver tirato una spallata alla persona sbagliata.

Per esempio un biker di 130 chili che si è svegliato di pessimo umore.

10. L’illuminato

Non si limita a correre, a nutrirsi di bacche e radici, a non bere e non fumare.

No, lui deve convertirti.

Normalmente è il tipo che fino a sei mesi prima dormiva tutto il giorno arrotolato in una poltrona davanti alla tv, mangiando junk food e bevendo birra in pieno stile Homer Simpson.

Poi, improvvisa, la folgorazione. Da quel momento parla con gli amici solo per lanciarsi in arringhe memorabili contro la loro decadenza insostenibile, che probabilmente li condannerà a una vita di stenti e malattie.

Insomma, è l’anima della festa.

Niente paura.

Abbandonato da parenti e conoscenti, tenterà di ritirarsi in un monastero sul monte Athos per un paio di settimane, dopo di che ve lo ritroverete davanti alla porta con una confezione di Budweiser da sei in mano e l’aria di chi ha molto da farsi perdonare.

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