Sopravvivere alle abbuffate natalizie

Il gioco si fa duro. Mancano pochi giorni al momento più impegnativo dell’anno, in grado di mettere a dura prova il nostro organismo già provato da un anno di lavoro: le feste di Natale.
cena natale smanapp

La rete è piena di post su un argomento di vitale importanza (si fa per dire…).

Come fare a smaltire le abbuffate natalizie, possibilmente in tempo per la famigerata prova costume?

Noi vorremmo, al contrario, porci una domanda diversa, che non sembra così popolare in rete: come arrivarci in forma, alle suddette abbuffate?

L’idea è cercare di prevenire, anziché curare.

Arrivare leggeri e depurati al temuto momento dei cenoni a diciotto portate.

Affrontarli con dignità, arrivando in condizioni almeno decenti alla fine della kermesse culinario-familiare.

Palestra? Prima, non dopo!

Per esempio: perché, anziché precipitarci in palestre e centri benessere dopo le feste, subendone tra l’altro il sovraffollamento (hanno avuto tutti la stessa idea…), non ci andiamo prima?

Un paio di settimane di attività fisica non saranno granché, ma, unite a un regime alimentare più sobrio del solito, vi toglieranno quel paio di chili che sicuramente riprenderete tra Natale e Capodanno.

Basta che non diventino l’alibi per mangiare il doppio.

A proposito di quei due chili

Il calcolo medio del peso accumulato durante i banchetti delle feste, a meno che non si parli di casi estremi, ammonta appunto a due chili.

Niente di drammatico o che non possa essere risolto facilmente.

Il modo migliore, però, è mettersi a regime alimentare abbastanza rigido nei giorni precedenti e “circostanti” ai cenoni.

Infatti, quello che conta a livello calorico è il bilancio settimanale, non quello quotidiano.

Insomma, se a Vigilia, Natale, Santo Stefano, San Silvestro e Capodanno avete in animo di esagerare, potete concentrarvi su una dieta sana gli altri giorni, a partire da metà del mese.

In particolare, tra il 27 e il 30 seguite una disciplina alimentare rigida.

Come dite? Dopo tanti giorni con i familiari, vorrete pur fare una cenetta con gli amici?

Ok, siete senza speranza.

Il peso che si accumula

Il problema, purtroppo, non sono le feste.

Il problema è se ci arriviamo già sovrappeso e appesantiti.

A quel punto l’impatto dei cenoni è, ovviamente, il colpo di grazia.

Insomma, non è colpa del Natale. È colpa nostra.

Prima o dopo? Durante!

Sì, lo sappiamo.

Non è facile dire di no alla suocera che, matterello alla mano, minaccia di colpirvi se non prendete la quarta fetta di dolce.

Non è semplice opporsi alla cena dei cugini a base di carne alla griglia quando si è appena reduci dal pranzo degli zii a base di lasagne e cannelloni.

Sono tutti drammi umani che ci toccano profondamente ma… no, grazie.

“No, grazie” è un po’ come “Apriti sesamo”.

È la chiave della felicità.

Somiglia molto all’epica frase “preferirei di no” con cui Bartleby lo scrivano, un personaggio memorabile di Melville, riesce a ribellarsi, finalmente, al mondo ostile.

Avete sempre una possibilità di scelta.

Potete reagire. Dovete resistere.

Assaggiare tutto, ma senza accettare porzioni gargantuesche.

Se non volete inimicarvi nessuno, fingete qualche intolleranza specifica legata a uno o due dei piatti più temuti.

Nessuno vi verserà cibo in gola con un imbuto mentre vi dibattete urlando.

Almeno, ve lo auguro.

I giorni del digiuno

Consiglio da prendere con le molle.

In generale, però, digiunare almeno un paio di quei famosi giorni intermedi tra un banchetto e l’altro, può essere un’ottima idea per riequilibrare la situazione.

Considerato quello che vi siete mangiati il giorno prima, non correte certo il rischio di morire di fame.

Acqua, tanta acqua

L’acqua dà senso di sazietà.

Cercate di berne molta, durante il pasto, e scoprirete di arrivare prima al famoso momento del “non ne posso più”, con il vantaggio di aver mangiato meno.

L’acqua si smaltisce facilmente, l’abbacchio no.

L’ordine delle portate

Questa è più complicata da realizzare.

L’ideale sarebbe seguire un ordine di pasto di questo tipo: verdure, proteine, carboidrati e dolce.

Purtroppo, è pura teoria.

A parte il dolce, infatti è esattamente il contrario di quello che accade di solito a tavola in Italia, dove si comincia con antipasti (spesso a base di salumi e formaggi), si continua con la pasta (carboidrato), cui segue la carne o il pesce (proteine), spiegabilmente con un po’ di verdura, per finire con il dolce.

Potendo scegliere, limitate gli antipasti alle verdure (spesso poche) presenti in tavola e ricordatevi che su una cosa i vostri parenti non transigeranno: il dolce va mangiato.

Cercate quindi di tenerne conto, limitandovi prima.

Il cenone è un fatto di resistenza: non vince il più veloce, ma quello che riesce a centellinare gli sforzi per arrivare bene in fondo.

Ritorno al quotidiano

Finito il momento della sregolatezza, non cercate di compensare con limitazioni feroci e diete rigide.

Riuscireste solo a stressarvi di più, ricominciare la vita quotidiana di pessimo umore e creare ulteriori danni al fisico già provato dai panettoni.

Se prima avete prevenuto, dopo potete rilassarvi e tornare, semplicemente, alle  vostre precedenti, sane abitudini quotidiane

Come? Le vostre abitudini quotidiane sono… 

Ah. Capisco. Ok, mettetevi a dieta. Subito.

Fonti d’ispirazione: qui, qui, qui

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3 thoughts on “Sopravvivere alle abbuffate natalizie

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